Cronaca

Il Colonialismo dei rifiuti

Ogni mese migliaia di tonnellate di rifiuti vanno nei paesi sotto-sviluppati per essere smaltiti illegalmente

L’economia che vediamo ad occhio nudo è solo una minima parte di ciò che in realtà è. Siamo abituati a vedere i prodotti e i servizi (magari ben confezionati da packaging di design) che acquistiamo, ma tutto il resto invece è fuori dalla nostra portata visiva. Pensiamo alle miniere, ai mattatoi, alle piantagioni o alle discariche: Avete mai visto una pubblicità che li faccia vedere? Eppure dietro a questa economia “sommersa” tenuta lontana dalle nostre menti c’è un giro di affari miliardario.

L’inquinamento dei rifiuti plastici è ormai uno degli argomenti più discussi, ma, nel silenzio più totale, sta avvenendo un fatto davvero pericoloso: ogni mese, migliaia di tonnellate di pneumatici dismessi vengono caricati sulle navi europee per essere portati in territorio indiano. In India vengono cotti in impianti di pirolisi per fare un combustibile industriale molto inquinante. Non tutti gli impianti rispettano le normative regolamentari lasciando così tossine pericolosissime perché se la pirolisi viene effettuata in modo sbagliato e non protetto può produrre una miscela di metalli pesanti, benzene, diossine e altri prodotti altamente cancerogeni.

Sul web ci sono diversi video di pirolisi fatti da lavoratori in maglietta e senza mascherine condannati ad una morte precoce dovuta alle tossine. In India, uno degli stati più inquinati e inquinanti al mondo, questo avviene all’ordine del giorno. Uno dei più grossi problemi è che ci sarebbe un mercato di riciclo di pneumatici per ottenere materiali molto innovativi e utili: pavimenti flottanti, pannelli per isolamento termo acustico, ma, pare che sia più conveniente, facile e remunerativo svenderli per la pirolisi.

Tra gli stati che più abusano del trading di pneumatici c’è il Regno Unito che, nonostante la normativa UE, continua ad inviare container di gomme verso l’India. Ora che hanno ottenuto la Brexit avranno ancora meno vincoli.

rifiuti
fonte: corriere.it

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