

“Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante” (The Cook, the Thief, His Wife and Her Lover), è un classico nel panorama del meta cinema e del meta teatro, diretto nel 1989 dal regista Peter Greenaway. Peter Greenaway è un regista di origini inglesi.
E’ uno dei più grandi cineasti britannici, conosciuto alla critica e non solo per grandi cult come “Il ventre dell’architetto“, “I misteri del giardino di Compton House“.
“Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante” ha avuto tra i suoi riconoscimenti quello per la miglior regia, miglior fotografia, miglior attore e miglior musica presso il Festival Internazionale del cinema fantastico della Catalogna (1989).
Nel cast di questa pellicola così controversa, troviamo una giovane Helen Mirren nelle eleganti vesti di Georgina Spica, poi Richard Bohringer nel ruolo del cuoco Richard Borst e poi il mafioso boss Michael Gambon che interpreta Albert Spica . Inoltre Tim Roth, Ciaràn Hinds, Liz Smith e Roger Ashton Griffiths.
“Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante”: una storia dell’assurdo, tra teatro e cinema, quando la verità non è più quello che sembra!
“Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante” racconta la storia di un amore impossibile che rievoca, anche se alla lontana, la storia d’amore tra Romeo e Giulietta, sebbene in una chiave decisamente più grottesca. Georgina è una donna di mezza età molto affascinante e legata ad un uomo meschino, prepotente e soprattutto criminale da sciacallo. Richard si arricchisce sulle spalle dei poveri padroni di ristoranti, saccheggiando i loro locali notturni e costringendoli a pagare i suoi strozzini.

Con il ricavato dei suoi soprusi Richard diviene sempre più potente, malato e squilibrato agli occhi di tutti. Inoltre costruisce e rinnova continuamente un locale dallo stile francese, in cui il cuoco sembra essere il vero guru del locale e colui che solo sa portare avanti “la baracca”.
Un bel giorno mentre Giorgina siede come suo solito alla destra del marito, i suoi occhi incontrano casualmente quelli di un uomo solo che legge libri e mangia degli ottimi manicaretti francesi dal palato sopraffino. Georgina ne resta attratta immediatamente e lo stesso accade per il misterioso uomo all’angolo del locale. Un incontro furtivo tra i bagni delle signore e un corridoio stretto e buio, suggella da quel momento il colpo di fulmine dei due. Georgina è attratta da Michael (Alan Howard) un bibliotecario che ama passare il tempo libero, degustando ottimo cibo francese a base di piatti sostanzialmente vegetali, e libri, il suo preferito è un romanzo di tipo storico, sulla Rivoluzione Francese.

Les Poissons Menù: “Mangiare pietanze nere è come dire, eccoti morte, ti mangio. Il tartufo, il caviale, tutto ciò che è nero la fine e il principio. Tu non trovi che siano nere tutte le pietanze più dispendiose?” Noi facciamo pagare la vanità!
“Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante” è la ricostruzione grottesca e cupa, anche di cattivo gusto, di una storia d’amore che viene vissuta in totale segreto, all’interno di un ristorante potenzialmente ottimo “Le Hollandais” ma che viene gestito da un uomo senza morale ne intelligenza.
Les Hollandais è un ristorante francese a Londra che rievoca le atmosfere cupe del teatro. Tutti i movimenti di macchina infatti diretti da Greenway sono volutamente omaggi al palcoscenico teatrale.

La macchina da presa si muove da sinistra verso destra e viceversa, senza stacchi di montaggio, mentre la profondità di campo viene affidata ad alcuni attori. Interessante la scenografia di Ben Van Os e Jan Roelfs, la direzione della fotografia di Sacha Vierny e le musiche di Michael Nyman. Peter Greenaway è un poeta del genere creepy, delle atmosfere dark gothic contemporanee. Il regista britannico sa come mixare ingredienti tipici della drammaturgia teatrale, con elementi che caratterizzano pellicole come “Salò“, “La grande abbuffata“, “Le 120 giornate di Sodoma“.

Greenaway usa con eleganza e umanità, il colore, la pittura lo accompagna nei suoi racconti impressionisti e anche il cibo diviene un personaggio. Umanità è la parola chiave di questa pellicola. “IL cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante è una storia drammaticamente vera, al di là degli artefizi teatrali o meta cinematografici, Greenaway impressiona e fa molto male. E’ un regista che sa essere forse più di molti suoi coetanei, tragicamente duro, cinico, ma romantico e di cuore.
Cibo sconsacrato
Le pietanze cucinate ogni giorno con estrema attenzione e ad arte dal cuoco francese Richard hanno un messaggio onirico e pagano. Il cibo del resto accompagna i peccati alla tavola del banchetto di Albert Spica. Piatti raffinati vengono esorcizzati dagli atteggiamenti barbari del gangster, mentre Georgina elude grazie a quest’ultimi il suo rapporto intenso d’amore con il buon Michael.

Anche sul finire del film, il cibo si evolve in una nuova forma, quella umana per inizializzare il vero colpevole di tutti i brutti accadimenti successi e ucciderlo attraverso l’atto del mangiare. In fondo come dirà Richard alla sua amica Georgina, “il cibo è la fine e il principio di tutto”. Il cibo di Peter Greenaway è dissacrante e tinge tutto di rosso, un rosso intenso che si alterna alla luce della speranza, quella verda, tra i faggiani.

Tra i piatti che Georgina assapora ritroviamo diversi menù che scandiscono il tempo della storia, circa una settimana. Che ne dite di preparare dell’ottimo pate dal oul in salsa di cicoria, tacchino freddo con limone e basilico, poi delle acciughe in aceto e all’aglio. Infine per servire, dell’ottimo dolce: il Profittero! piatto preferito da Georgina.
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Silvia Pompi





