Il fandom nostalgico è avvisato : il Tamagotchi è tornato!

Sulla scia di un revival vintage accreditato dall’uscita, sul mercato, del Super Nintendo mini e da quella imminente del mini Commodore 64, un altro annuncio ha incrementato l’ingordigia dei nerd nostalgici: il ritorno del Tamagotchi! Dagli anni ’90 con furore, il gioco elettronico tra i piu’ famosi di quel periodo, e’ pronto a mettere di nuovo alla prova le nostre capacita’ di premura nell’accudire l’esigente e instancabile pet virtuale che decidiamo di adottare.

 

Sono trascorsi 20 anni dalla proliferante diffusione mondiale dei Tamagotchi: i giochi elettronici tascabili partoriti dalla mente geniale e lungimirante di Aki e prodotti dalla Namco Bandai. Un’accoglienza entusiasta e infervorata quella della schiera scalmanata di bambini che, a tutti i costi, desideravano ardentemente i buffi animaletti virtuali da accudire con passione.

La parola Tamagotchi, frutto dell’unione di Tamago (uovo, in giapponese) e watch (orologio, in inglese), divento’ ufficialmente una tra le piu’ frequentemente proferite dalla generazione anni ’90.  Dedicati anima e corpo alla cura estenuante di questi cuccioli, con il proposito di farli vivere il piú a lungo possibile, restano indelebili i tentativi volti all’evoluzione dei nostri piccoli amici che, spesso e volentieri, tiravano le cuoia quando meno ce lo aspettavamo.

 

Sono state 37 le versioni fruibili del Tamagotchi dal ’96 al 2007. Svariati i miglioramenti delle sue funzioni negli anni e lo sviluppo di un merchandising, tra serie animate e film, atto a rendere cult uno dei fenomeni meglio accolti e apprezzati della storia videoludica. Con, all’attivo, una vendita record di 40 milioni di pezzi in tutto il mondo, l’inarrestabile tamagotchi-mania, torna di nuovo a far parlare di se’.

 

 

Definita, al momento, come esclusiva riservata al mercato nordamericano, la versione 2017 conserverá le apprezzate e decantate caratteristiche di quella originale, fattasi eccezione per alcune modifiche nel peso e nelle dimensioni, riproponendone le stesse vecchie colorazioni e le indimenticabili confezioni. Notizie che inumidificano l’occhietto nostalgico dei nostri alter-ego bambini che, in simili occasioni, non desistono dal ricordarci la loro presenza insita in ciascuno di noi.

Nell’attuale impossibilita’ di sapere se e quando i Tamagotchi approderanno anche sul mercato europeo, non vediamo l’ora di carpire le prime indiscrezioni che ci permetteranno di indirizzarci a riavere, tra le nostre mani, un gioiello dalla sconfinata popolarita’ simbolica.

Alessia Lio

 

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