Mojtaba Hosseini Khamenei, figlio maggiore dell’ayatollah Ali Khamenei, è stato eletto nuova guida spirituale suprema al posto del padre, ucciso dalle operazioni israelo-statunitensi. Il nuovo ayatollah, 57 anni, ha da sempre evitato l’esposizione pubblica.
Nato l’8 settembre 1969 nella città di Moshad,, ha studiato teologia a Qom e si è unito alle Guardie rivoluzionarie nel 2009.
Non ha mai ricoperto cariche pubbliche e preferisce agire dietro le quinte. Ha fatto da tramite tra il regime teocratico e le Guardie rivoluzionarie.
È stato eletto con urgenza dal Consiglio degli Esperti per la successione di Ali Khamenei in un momento cruciale per la Repubblica islamica. Lo ha comunicato Iran International, una testata in farsi con sede all’estero. La nomina viene vista come un segno dell’influenza delle Guardie della Rivoluzione islamica sulle istituzioni iraniane.
Chi è Mojtaba Khamenei
È il secondogenito di Ali Khamenei e figlio prediletto, Mojtaba è un politico e religioso con ottime relazioni con le forze di sicurezza, in particolare i Pasdaran.
Nato a Mashhad nel settembre 1969, ha prestato servizio nella guerra Iran-Iraq dal 1987 al 1988 e nel 1999, ha continuato gli studi a Qom per diventare chierico. Era da tempo considerato il figlio più influente di Khamenei e un possibile successore di suo padre come leader supremo.
Mojtaba è anche una figura chiacchierata per presunti arricchimenti, con proprietà immobiliari anche in Occidente, di cui ha parlato in una recente inchiesta Bloomberg. Avrebbe costruito un impero immobiliare globale del valore di oltre 100 milioni di sterline solo nel Regno Unito. Avrebbe anche hotel di lusso a Francoforte e Maiorca, una villa nel “Beverly Hills di Dubai”. Nessuno di questi asset è intestato direttamente a Mojtaba: il suo nome non compare in nessun documento, sostituito da intermediari fidati e scatole cinesi.
Ha sostenuto Ahmadinejad nelle controverse elezioni presidenziali del 2005 e del 2009 e secondo i media potrebbe aver svolto un ruolo di primo piano nell’orchestrarne la vittoria elettorale nel 2009.





