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Maggio 16, 2021, domenica

“Il giorno più bello del mondo” stasera in tv, Siani e il caffè sospeso al Gambrinus

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Un funambolo che cammina sul filo. Era questa la scena che rapiva gli occhi di un bambino. Quando suo padre lo accompagnava per mano nel suo teatrino di avanspettacolo. Fuochi e miracoli in punta di piedi. Arturo Meraviglia è il nome. Del bimbo resterà la capacità di sognare. “Il giorno più bello del mondo” è stasera in tv.

Lo zio emigrato all’estero lascia ad Arturo (Alessandro Siani), un’eredità. Sembrerebbe la buona occasione per risollevare il teatro di suo padre, “l’artigiano della gioia pura”, mandato in rovina con immensa delusione del genitore. Ma il lascito non consiste in beni, possedimenti e denari, bensì nella tutela legale di due bambini, Rebecca e Gioele. Le preoccupazioni aumentano. Arturo, di professione squattrinato impresario di artisti senza speranza, come Gianni Pochi-Pochi, comico capace di far rimborsare anche i biglietti omaggio, scopre però, che il piccolo ha dei poteri magici.

Il più bello del mondo, fa già magia

Il giorno più bello del mondo (2019)- Trailer- film con Alessandro Siani- Da YouTube

Un movimento del naso, basta per attivare la telecinesi, e si muovono gli oggetti con la forza del pensiero. Mago o bambino prodigio? Viene interpellato sul caso anche Eduardo o’ barbiere, fino alla pronuncia della scienza. Arrivando a fare di quel talento da prestigiatore, un stella nascente dello spettacolo. “Giustamente, un bambino magico a Napoli che fa?” Forse, darebbe una mano ai parcheggiatori abusivi. Con uno schiocco di dita le auto si posizionano, senza le manovre del ‘Dottore’ di turno.

Alessandro Siani, regista di “Il giorno più bello del mondo” stasera in tv, è un guappo partenopeo, con l’anima da scugnizzo. Lui lo sa, che Napoli è una fiaba ad occhi aperti, e il suo film deve necessariamente assomigliarvi. Dai rioni brulicanti di persone, dai ‘vasci’ e dalle casupole, la macchina da presa spazierà su Spaccanapoli, fino ai Quartieri Spagnoli a digiuno di cinema. Questa è Napoli. La città che è uno stato d’animo, un modo di vivere. Dove il folclore è una polvere magica, a dimensione di tasca.

Il giorno più bello è quello passato a Napoli

Il giorno più bello del mondo Alessandro Siani- Scena i bambini- Da YouTube

L’atmosfera del film “Il giorno più bello del mondo” stasera in tv, passa dalle ombre dei vicoli, dal lumino accanto la Madonna di Pompei, agli effetti speciali di luci multicolori. Come in un villaggio di elfi natalizio, con un trionfo di lucette abbaglianti a cura del maestro partenopeo Michele Attanasio. Alcune scene sono state girate anche sulle Alpi, a Colmar: scorci da cartolina, casette di legno e pietre, e sui canali i bagliori in riflesso. Nel cast degli interpreti, anche Stefania Spampinato, la Dottoressa Carina Deluca di “Grey’s Anatomy“, la famosa fiction medica.

“Questo mio film è una dichiarazione d’amore ai sognatori. A quelli che in un momento difficile trovano un gancio nel cielo, nel nome della bellezza, della speranza e dell’inatteso”. Parole di Siani, che però le fiabe sa anche rovinarle: Biancaneve è di Roccaraso. Sarà lo spirito napoletano a venirgli incontro, a prestargli la favella di narratore e a incantare più di una storia a lieto fine. L’arte di tirare a campare a Napoli si fa mestiere, e può capitare di chiedere il ‘caffè sospeso’ anche al Gambrinus. La miccia della risata, del buon umore, la innesca proprio Napoli in questa scena del film. La sua gente, le sue macchiette; non c’è cinema americano che tenga. C’è la città del Vesuvio con i suoi attori e ‘attoroni’. Loro si che fanno magie!

Federica De Candia per MMI e Metropolitan Cinema.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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