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Il Gratta e Vinci conteso e la storia assurda, l’Agenzia delle Dogane: “Il pagamento al momento rimane sospeso”

È stato recuperato il biglietto “Gratta e Vinci” rubato nei giorni scorsi in una tabaccheria di Napoli. Dopo che l’uomo è stato ufficialmente fermato prima dalla Polizia di frontiera e poi dai Carabinieri, ci si chiede cosa accadrà ora della vincita. “Il pagamento al momento rimane sospeso” dice a Tgcom24 Stefano Saracchi, direttore dell’agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

“Al momento ci sono delle indagini coordinate dall’autorità giudiziaria di Napoli, pertanto l’Agenzia, in via cautelare, ha stabilito la sospensione della vincita in attesa delle determinazioni dell’ufficio di procura” puntualizza Saracchi.

Intanto, alla tabaccheria è stato avviato, oltre al procedimento di sospensione cautelare per la rivendita di “Gratta e Vinci”, anche il procedimento di revoca della concessione. Ciò significa che questa non potrà più vendere le schede da gioco né procedere con il lavoro di ricevitoria del Lotto. Nel momento in cui un tabaccaio firma un atto di concessione con i Monopoli infatti, diventa incaricato di pubblico servizio e si assume tutte le responsabilità di quanto accade all’interno della sua struttura, comprese le azioni dei suoi coadiutori, che devono essere indicati all’ufficio dei Monopoli territorialmente competente.

“In questo caso a legare il titolare della rivendita di tabacchi con chi ha commesso il fatto c’è anche un rapporto di parentela. Una situazione che potrebbe avere rilevanza solo sotto l’aspetto penale per dimostrare l’estraneità a determinati fatti” dichiara Saracchi. “Per quanto riguarda la concessione invece, la parentela non ha alcun valore giuridico in quanto la responsabilità ricade oggettivamente sul rivenditore a prescindere da chi ha commesso il fatto punibile dalla legge penale”. 

Il Gratta e Vinci conteso e la storia assurda

È finito in carcere Gaetano Scutellaro, accusato non solo di furto pluriaggravato del Gratta e vinci da 500mila euro alla cliente di 69 anni della tabaccheria intestata a sua moglie, ma anche di tentata estorsione. I dettagli sulla nuova ipotesi di reato che ha portato il 57enne nel carcere di Santa Maria Capua Vetere non sono ancora stati chiariti dagli inquirenti. Scutellaro potrebbe aver fatto pressioni sulla donna per ottenere denaro in cambio della restituzione del tagliando vincente. L’arresto è scattato in autostrada allo svincolo di Teano, mentre Scutellaro tornava a Napoli dall’aeroporto di Fiumicino, dove pensava di prendere un volo per le Canarie. Lì però la Polizia gli ha notificato la denuncia per furto che la donna aveva presentato ai Carabinieri, pur restando libero fino agli ultimi sviluppi. A cominciare dal ritrovamento del tagliando in una banca di Latina, dove Scutellaro lo aveva depositato dopo aver aperto un conto corrente e una polizza sulla vita.

Il Gratta e vinci da 500mila euro si trova ora nelle mani dei Carabinieri, ma fino all’ultimo Scutellaro ne ha rivendicato la proprietà. Poco prima di essere arrestato, al sito inews24.it aveva raccontato una versione ai limiti del fantasioso sulla vicenda che lo vede protagonista da giorni. Ha ribadito di essere il legittimo proprietario del tagliando dopo averlo fatto acquistare da un suo conoscente. Scutellaro aveva detto di non lavorare nella tabaccheria di via Materdei, intestata all’ex moglie con cui non sarebbe in buoni rapporti. Per questo ha delegato un amico a comprare il Gratta e vinci: «Dopo aver grattato, mi ero accorto di una vincita – ha raccontato a inews24.it – ma credevo ammontasse solo a 500 euro. Ho chiesto un piacere alla signora, se potesse ritirarla al posto mio».

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