Cultura

Il malato immaginario, l’opera di Molière

Il periodo storico che stiamo vivendo può essere definito senza precedenti. La pandemia ha sconvolto ogni frangente della nostra quotidianità, cambiando quelle che erano le nostre abitudini e certezze. In questi momenti di crisi la paura regna sovrana e se ci lasciamo sopraffare da essa le conseguenze non sono delle migliori. La paura, se mal gestita, ci porta ad essere più impressionabili.

La preoccupazione ansiosa per la propria salute, se non controllata, può portare a delle vere e proprie nevrosi. Il termine di cui stiamo parlando è Ipocondria, che deriva dal greco ὑποχόνδρια ossia malessere localizzato nella fascia addominale. L’opera manifesto di questa condizione la ritroviamo ne Il malato immaginario.

Il malato immaginario-photo credits: Pinterest

Il malato immaginario è una delle opere più famose del drammaturgo francese Molière. Nasce come una piece teatrale, caratterizzata da scene musicali durante lo svolgimento della trama. L’omonimo libro ruota intorno alle paturnie che affliggono il protagonista Argante. In effetti tutte I suoi malesseri immaginari risultano essere frutto della sua eccessiva ipocondria. La vicenda si svolge nella Parigi settecentesca, nella casa del ricco protagonista.

Per via di questa condizione il protagonista attira intorno a sé persone che vogliono approfittarsi di questa sua debolezza. Un esempio I dottori Diafoirus e Purgone, il farmacista Fiorante che prescrivono farmaci all’uomo pur sapendo che è in piena salute. Prima fra tutti la moglie di Argante, Belinda, cerca di far firmare al marito un testamento con cui lei erediterebbe tutto il suo patrimonio.

Molière-photo credits: Pinterest

Questa situazione porta Argante a prendere in considerazione sul fruttuoso di concedere la mano di sua figlia Angelica al figlio di un noto medico. Il protagonista dà alla figlia un ultimatum, o sposa il ragazzo che ha scelto per lei o il convento. I piani dei truffatori vengono fuori dopo un tranello ideato dal fratello di Argante, Beraldo, in cui si finge la morte del malato immaginario. Quando Argante si rende conto del raggiro decide di diventare l’unico medico si sé stesso.

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