CronacaPolitica

Il Presidente russo Putin in visita a Roma

Il Presidente russo, Vladimir Putin, si è recato a Roma in visita istituzionale. Incontri con Papa Francesco, con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il Presidente Conte e con i vicepremier, Di Maio e Salvini.

Tutto blindato a Roma per la visita di Putin. Il presidente russo, che non si recava in visita in Italia dal 2015, sarà impegnato in vari incontri istituzionali.

La visita di Putin: il programma

Il programma di Putin per la giornata è fitto: in mattinata è stato organizzato un incontro in Vaticano con il Papa e una colazione di lavoro con il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Putin Roma
Vladimir Putin e Papa Francesco – Photo Credit: Sputnik

L’incontro più importante, però, si terrà nel pomeriggio, quando Putin incontrerà il Premier, Giuseppe Conte, a cui seguiranno una conferenza stampa nel cortile d’onore e una visita alla Farnesina per partecipare al Foro di Dialogo Italo-Russo delle società civili.

Putin Roma
Giuseppe Conte e Vladimir Putin – Photo Credit: Afp

In serata è organizzata una cena con i due vicepresidenti del Consiglio, Luigi di Maio e Matteo Salvini, noto estimatore del presidente russo.

Alla fine della serata ci sarà spazio per un incontro a porte chiuse con Silvio Berlusconi, al quale è legato da un’amicizia decennale: il Cremlino ricorda infatti che i due “sono in contatto continuo, si parlano al telefono, spesso Berlusconi viene in Russia, una continuazione di contatti amichevoli e informali”.

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Silvio Berlusconi e Vladimir Putin – Photo Credit: Fanpage

La delegazione russa

La visita di Putin non è di pura cortesia; il Presidente russo, infatti, ha portato con sé una delegazione formata da figure illustri del governo russo, proprio per rimarcare l’importanza dei rapporti che corrono tra i due paesi. Presenziano ai vari incontri il Ministro degli Esteri Serghei Lavarov, oltre che ai ministri del Commercio, dell’Energia, della Cultura e della Sanità.

Non mancano, però, le personalità del mondo dell’industria, come il capo della Confindustria russa Alexander Shokhin, quello del fondo per gli investimenti VEB Igor Shuvalov, l’AD di Rosneft (compagnia petrolifera russa di proprietà in maggioranza del governo), Igor Sechin e il numero uno delle Ferrovie russe Oleg Belozerov, più altri nomi della società russa. 

I rapporti tra i due paesi

Il presidente russo non visitava il nostro paese dal 2015, quando fu accolto dall’allora presidente del consiglio Matteo Renzi, nel tentativo di favorire un canale diplomatico tra la Russia e l’Unione Europea.

Quell’anno, infatti, fu caratterizzato dall’isolamento internazionale di Mosca, dovuto alla molto contesta annessione della Crimea alla Federazione Russa ed, in generale, alla crisi Ucraina che spinsero l’Ue a mettere in atto una serie di sanzioni commerciali, ancora in vigore, a danno del paese.

Le dichiarazioni di Conte

Ieri come oggi, però, l’Italia continua a credere nella possibilità di dialogo e di avvicinamento tra la Federazione russa e l’Unione Europea:

“Lavoriamo per coinvolgere in un dialogo costruttivo tutte le parti” ha dichiarato Conte, manifestando le perplessità sull’efficacia delle sanzioni, dichiarando che “per superarle servono certi passi sia dall’Ucraina che dalla Russia” sulla crisi del Donbass.

Conte, secondo quanto riporta la Tass, è fiducioso che i buoni rapporti che intercorrono, non solo tra i due paesi, ma anche tra i due presidenti stessi, possano essere d’aiuto per superare gli ostacoli.

Sul suo personale rapporto con Putin, conte ha dichiarato:

“Ci siamo già incontrati alcune volte, a Pechino, al summit sulla Nuova Via della Seta, e ora al summit G20 di Osaka e in tutti questi casi i contatti sono stati molto amichevoli. […] Inoltre ci sarà la possibilità di incontrare gli imprenditori con i quali si potrà parlare del rafforzamento della cooperazione”.

L’intervista rilasciata da Putin al Corriere della Sera

Il Corriere della Sera ha pubblicato una lunga intervista al Presidente Putin, nella quale vengono affrontati i principali temi di politica internazionale.

Sebbene si sia svolta in forma scritta, con il presidente che non ha incontrato personalmente i giornalisti, l’intervista contiene spunti interessanti che permettono di comprendere meglio la politica di Putin.

Anzitutto si è parlato del tema delle sanzioni, con il Presidente russo che ha manifestato l’obiettivo di lavorare per ridurre le sanzioni dell’Unione Europea e, di conseguenza, le contro-sanzioni adottate.

“Per quanto riguarda l’abolizione delle sanzioni, il primo passo lo deve fare chi le ha promosse, ossia l’Unione Europea. Allora la Russia potrà cancellare le misure di risposta adottate. Contiamo che alla fine il buon senso prevarrà, che l’Europa si lascerà guidare anzitutto dai propri interessi e non da suggerimenti altrui. E noi potremo sviluppare per il reciproco beneficio una collaborazione a tutto campo mirata al futuro”.

La corsa agli armamenti

Si è parlato, poi, della possibile corsa agli armamenti degli Usa e della Russia. Sul punto, il leader russo a dichiarato quanto segue:

“Lo sfacelo del sistema della sicurezza internazionale è iniziato con l’abbandono unilaterale del Trattato sulla difesa antimissilistica (Abm) da parte degli Usa. E quella era la pietra angolare dell’intero sistema del controllo sugli armamenti. Confrontate quanto spende perla difesa la Russia — circa 48 miliardi di dollari — e quello che è il bilancio militare degli Usa, oltre 700 miliardi di dollari. Dov’è allora in realtà la corsa agli armamenti? Noi non abbiamo intenzione di lasciarci coinvolgere in una simile corsa, ma abbiamo l’obbligo di garantire anche la nostra sicurezza. […] Penso che il raggiungimento di intese concrete nel campo del controllo sugli armamenti contribuirebbe ad un rafforzamento della stabilità internazionale. La Russia ha la volontà politica per tale lavoro. Ora spetta agli Usa. Di ciò ho parlato con il presidente Trump nel corso del recente incontro a margine del summit del G20 in Giappone.”

Le interferenze degli hacker russi

Non è mancata la domanda sulle interferenze degli hacker russi nelle elezioni di vari paesi, prime fra tutte quelle degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.

“Il colmo dell’assurdo è stata l’accusa alla Russia di ingerenze nelle elezioni americane. Come tutto ciò sia andato a finire è ben noto: un buco nell’acqua. E sono chiare le conclusioni della commissione Mueller sull’assenza di tale complotto; non si è riusciti a racimolare fatti concreti, semplicemente perché non esistevano.”

Robert Mueller
Robert Mueller, il procuratore speciale che ha indagato sul Russiagate – Photo Credit: Alex Wong

“Dello stesso tipo è la baraonda sollevata su una intromissione russa anche nei processi elettorali nella Ue. Essa è stata diffusa con insistenza alla vigilia delle elezioni al Parlamento europeo. Sembrava che si stesse cercando in anticipo di suggerire agli europei che proprio la “malefica interferenza russa” fosse la causa di scarsi risultati di singole forze politiche alle elezioni. Ma anche l’obiettivo principale dei loro autori è rimasto lo stesso: continuare a “demonizzare” la Russia agli occhi dei cittadini comuni europei. Voglio dirlo con estrema chiarezza: non ci siamo intromessi e non intendiamo intrometterci negli affari interni sia dei Paesi membri della Ue sia degli altri Stati del mondo.”

La partnership economica con l’Italia

Il Presidente russo ha manifestato la sua immensa soddisfazione per i rapporti economici che intercorrono tra i due paesi:

«L’Italia è uno dei principali partner commerciali del nostro Paese. […] In Russia sono rappresentate circa 500 aziende italiane. E nonostante le sanzioni di cui abbiamo già parlato, i legami bilaterali si stanno sviluppando con successo. […] Aziende dei due paesi hanno già realizzato una serie di grossi progetti di investimenti. […] Una serie di grossi progetti di investimenti in Russia con la partecipazione italiana sono ora nella fase di elaborazione. […] Vorrei ringraziare i nostri partner d’affari italiani per la loro posizione a favore dello sviluppo dei legami imprenditoriali. Lo apprezziamo molto e contiamo che la cooperazione economica russo-italiana serva anche in futuro per il bene dei nostri Paesi e dei nostri popoli».

I rapporti con Salvini

Per quanto riguarda i rapporti con la Lega, Putin ha dichiarato:

“La Lega italiana e la nostra Russia Unita collaborano nell’ambito di un accordo di cooperazione. La Lega e il suo leader Salvini sono attivi sostenitori di un ripristino della piena cooperazione tra Italia e Russia; si pronunciano per una più rapida abolizione delle sanzioni anti-russe introdotte dagli Usa e dall’Ue. Qui i nostri punti di vista coincidono. […] il signor Salvini e rappresentanti del suo partito mantengono contatti con i colleghi russi interessati allo sviluppo della cooperazione con i propri partner italiani.”

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Matteo Salvini e Vladimir Putin – Photo Credit: Twitter

Il conflitto nel Donbass

Putin ha parlato del conflitto nel Donbass e dei possibili sviluppi nel rapporto tra Russia e Ucraina, mandando un appello al Presidente ucraino, Vladimir Zelensky. Sulla possibilità di aprire un dialogo, il Presidente ha detto:

“Sì, è possibile se Zelensky inizierà ad adempiere alle sue promesse pre-elettorali. Ivi compresa quella di avviare contatti diretti con i propri concittadini nel Donbass e di cessare di chiamarli separatisti. Se le autorità ucraine rispetteranno gli accordi di Minsk, anziché ignorarli. La “ucrainizzazione” coercitiva, i divieti di usare la lingua russa (che è lingua madre per milioni di cittadini dell’Ucraina), compreso il suo insegnamento nelle università e nelle scuole, il neonazismo sfrenato, il conflitto civile nel Sudest del Paese, i tentativi dei poteri precedenti di distruggere la fragile pace interconfessionale sono solo una piccola parte dell’indecoroso bagaglio con il quale il nuovo presidente dovrà fare i conti. Perciò ripeto: i cittadini dell’Ucraina si aspettano da Zelensky e dalla sua squadra non dichiarazioni ma azioni concrete e cambiamenti per il meglio al più presto. E certamente le autorità di Kiev devono finalmente capire che non è interesse comune un confronto tra Russia e Ucraina, bensì uno sviluppo della cooperazione pragmatica sulla base della fiducia e della reciproca comprensione. Noi siamo pronti”.

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