“Il primo ministro haitiano, Ariel Henry, è il benvenuto a rimanere sul suolo statunitense dopo aver rassegnato le dimissioni nel tentativo di alleviare la crisi” ha dichiarato un funzionario statunitense. Henry, bloccato a Porto Rico mentre il suo Paese sta sprofondando nel caos, avrebbe confermato le dimissioni in una conversazione telefonica con il Segretario di Stato Antony Blinken, presente in Giamaica, con gli altri leader caraibici, per una riunione di emergenza.
Il primo ministro di Haiti, Ariel Henry, ha accettato di lasciare il suo incarico.
Lo ha annunciato il presidente della Comunità dei Caraibi (Caricom), Irfaan Ali, nel corso di una conferenza stampa organizzata dopo un incontro in Giamaica sul Paese tormentato dalle violenze delle gang e in piena crisi di governo. “Prendiamo atto delle dimissioni del premier Ariel Henry”, ha detto Mohamed Irfaan Ali, annunciando un “accordo per un governo di transizione che aprirà la strada a una transizione pacifica del potere”
Henry è stato sottoposto a forti pressioni da parte delle potenti bande criminali del paese, che chiedono le sue dimissioni. Ha governato il paese da quando il presidente Jovenel Moise è stato ucciso nel 2021, e Haiti non tiene elezioni dal 2016. A Kingston tra i temi figurava la transizione verso nuove elezioni nel Paese.
Da inizio marzo Henry non riusciva a tornare ad Haiti dopo un viaggio all’estero. Durante la sua assenza molte bande armate hanno attaccato carceri e caserme della polizia, mandando il Paese e in particolare la capitale Port-au-Prince, nel caos. La situazione ha costretto molte delegazioni diplomatiche occidentali, inclusa quella Usa e la missione Ue, a lasciare il Paese. Al momento la regione di Port-au-Prince è in stato di emergenza con coprifuoco e divieto di manifestare, prorogato fino al 3 aprile





