Marco Baldini si racconta a Ciao Maschio, ospite di Nunzia De Girolamo, nella puntata in onda sabato alle 17.05 su Rai 1.
“Nel 2016 ero arrivato al limite. Ci avevo già provato prima. Quella sera avevo deciso: stasera faccio il salto, mi butto dal balcone. Ma con estrema lucidità”. Marco Baldini non usa eufemismi, nè giri di parole, ma ha il coraggio di guardare al passato peggiore e di raccontarlo nella sua crudezza, anche davanti alle telecamere, quelle di Ciao Maschio, il programma di Nunzia De Girolamo di cui è ospite nella puntata che andrà in onda sabato 7 marzo e nella quale racconta quella volta in cui, ormai 10 anni fa, aveva deciso di suicidarsi, un pensiero che non era nuovo per lui, in quel momento di vita burrascosissimo, ma non era stato mai così vicino a diventare realtà, secondo quanto racconta il conduttore. Che però, svela anche il lieto fine di quella serata piena di dolore: “La vita mi ha messo di fronte a una nuova possibilità”, intesa come l’incontro, salvifico, con la sua compagna.
Nel corso dell’intervista, il conduttore radiofonico ripercorre gli anni più difficili della sua vita, segnati dalla dipendenza dal gioco e da scelte sbagliate che hanno cambiato il corso della sua carriera. “L’errore più grosso che ho fatto in vita mia è stato confondere soldi e successo: pensavo che più soldi hai più sei bravo, più hai successo. Avevo soldi ma volevo averne di più e mi sono imbucato in affari che poi ho scoperto essere poco leciti. Per mascherare delle grosse uscite di denaro all’inizio con il mio avvocato inventammo la storia del gioco. Poi, visto che ero attenzionato, ho dovuto giocare davvero, far vedere che giocavo davvero una, due, tre, quattro volte. Evidentemente avevo già dentro una propensione alla dipendenza: mi è capitata quella e ci sono caduto dentro, fino a diventare veramente ludopatico”.
Baldini racconta anche un episodio drammatico vissuto in quegli anni: “Consegnai un campione di marche da bollo che credevo vere a delle persone. Mi chiamano per incontrarci e appena arrivo mi danno uno schiaffo e mi dicono che sono tutte false. Mi caricano in macchina, mi portano in un campo e mi dicono: scava. Erano armati. Io scavavo piano e pensavo: adesso arriva il colpo”. Poi, un’intuizione che gli salva la vita: “A un certo punto mi è scattata una molla. Ho detto loro che se avessi voluto fregarli avrei dato un campione vero e poi quelle false, non un campione falso subito. C’è stato un silenzio interminabile, tre o quattro minuti. Io aspettavo il colpo. Invece uno mi dice: “Pischello, molla la pala e sali in macchina”. Mi ero salvato”.




