Anche Mette-Marit, principessa ereditaria di Norvegia, è finita nella bufera dopo che i documenti recentemente desecretati inerenti al caso Jeffrey Epstein sembrano dimostrare i suoi anni di intensi contatti con il defunto molestatore sessuale di minori. L’ultima tranche di file, pubblicata venerdì dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, includerebbe quasi mille riferimenti al membro della famiglia reale. Nella documentazione appaiono decine di email scambiate tra i due, a testimonianza di un loro rapporto epistolare, che si è esteso dal 2011 al 2014.
Le rivelazioni giungono in un momento piuttosto delicato per i reali norvegesi. Il processo per stupro del figlio di Mette-Marit, Marius Borg Høiby, nato da una relazione precedente al matrimonio con il principe ereditario Haakon, inizierà infatti martedì. Il giovane dovrà rispondere di trentotto capi d’accusa, tra cui il presunto stupro di quattro donne, oltre a possibili reati di aggressione e spaccio di droga. Se condannato, potrebbe rischiare fino a sedici anni di carcere. L’imputato ha negato le accuse più gravi, comprese quelle di abuso sessuale.
Il fitto scambio epistolare tra Mette-Marit e Jeffrey Epstein
Sabato, Mette-Marit ha parlato della sua relazione con Epstein, che si è suicidato in carcere nel 2019, mentre era in attesa del processo. «Ho dimostrato scarso giudizio e mi pento profondamente di aver avuto contatti con Epstein. È semplicemente imbarazzante», ha dichiarato in una nota ufficiale, rilasciata dal palazzo reale.
I file emersi negli ultimi giorni suggeriscono che i due fossero molto intimi. In un messaggio, la principessa scrive a Epstein “mi fai venire il mal di testa”, in altri lo definisce “un uomo dal cuore tenero” e “un tesoro”. Risale al 2012 uno scambio in cui gli chiede se sia “inappropriato per una madre suggerire due donne nude che trasportano una tavola da surf come sfondo per il mio figlio quindicenne”. In alcune email Epstein afferma di essere a “caccia di moglie” a Parigi. Lei etichetta la capitale francese come “buona per l’adulterio”, aggiungendo che “le scandinave sono più adatte a una moglie”. In un’altra ancora, ringraziata il criminale per i fiori che le aveva inviato quando non si sentiva bene, concludendo il messaggio con “Con affetto, Mm”.
Gli scambi menzionano regolarmente progetti di incontri, mentre i documenti indicano che lei avrebbe anche soggiornato nell’abitazione a Palm Beach, in Florida, quando lui non era però presente. Nella sua dichiarazione di sabato, Mette-Marit, 52 anni, ha espresso la sua «profonda empatia e solidarietà» alle vittime di Epstein e ha affermato di essere responsabile «per non aver verificato più attentamente il passato di Epstein e per non aver capito abbastanza in fretta che tipo di persona fosse».
Federica Checchia





