Moda

Il tabarro: ancora di moda grazie a Sandro Zara

La moda conosce in ogni momento tante innovazioni e nuove tendenze. I colori e il taglio degli abiti vengono pensati dagli stilisti che cercano di rinnovarsi sempre e trovare nuove tendenze ogni anno. Vi sono però anche all’interno del panorama della moda alcuni capi che si possono definire “intramontabili”. I capi di alta classe, sia da uomo che da donna, si riconoscono subito e non passeranno mai di moda, sono questi i capi da conservare gelosamente nel proprio armadio. 
Lo sa bene Sandro Zara, che con il suo tabarro è ormai un colosso della moda. Zara ha saputo reinventare il tabarro veneziano ridando lustro a questo capo antichissimo.
Il tabarro: come indossarlo

Il tabarro è un indumento di alta classe, tra i più antichi capi d’abbigliamento rimasti ancora oggi nella moda italiana e mondiale. Grazie al suo tabarrificio veneto Sandro Zara produce il tabarro veneziano classico. Questo indumento è oggi alla ribalta perché non è più pensato solamente come capo elegante e da “signori”. Difatti è entrato nella moda giovanile e Sandro Zara ne produce varie versioni, dalla più classica alla più sportiva. Un capo come il tabarro dona una personalità unica in cui rispecchiarsi, è di quei capi che parlano da soli. 

Tabarro uomo

Sandro Zara ha pensato tanti modelli differenti che si adattano sia ai più giovani sia a uomini che vogliono mantenere la tradizione.
Il tabarro uomo è indossabile con un classico abito e un bel cappello, per donarsi quel non so che di retrò. Per i giovani invece può stare bene insieme a una camicia e un jeans non troppo largo, unito ad una scarpa elegante, meglio evitare le sneakers. Caldo abbastanza per difendere dal freddo invernale, questo cappotto sa essere elegante al momento giusto ma anche sportivo per le serate casual. Un’ altra idea giovanile è quella di abbinarci una sciarpa colorata per valorizzare i tessuti usati. 

Tabarro donna

Anche per le donne il tabarro è un indumento pratico ed elegante da indossare in vari modi. Un classico tabarro nero si abbina ad un cappello e dei pantaloni attillati, può però essere indossato anche con jeans e stivali per un aperitivo di lavoro o di piacere.

La vera rivoluzione di Sandro Zara è la riattualizzazione del capo, difatti esistono modelli più corti e giovanili, per un look minimal ma sempre di classe.


Il tabarro e la sua storia

Il tabarro è un classico cappotto fatto a mantello che nasce in tempi antichissimi.  Il termine ha proprio il significato di “mantello”. La sua produzione aumenta nella Venezia del 1500/ 1600. Solitamente veniva prodotto di colore scuro, con i colori naturali che la Serenissima importava dall’oriente. Una volta i modelli erano principalmente due: il classico tabarro lungo, e la sua versione corta, usata per andare a cavallo. Già in uso in tempi antichissimi, per poi ispirare la “toga” romana, vede una nuova vita nell’800. Il tabarro in quest’epoca era molto di moda tra i dandy, essendo capo di alta classe veniva indossato volentieri da questa tipologia di personaggi. Dal 1974 il tabarro ha una nuova vita grazie al tabarrificio veneto di Sandro Zara, a dimostrazione che certi capi non passeranno mai completamente di moda!

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Alessia Spensierato

Alessia Spensierato, Editore (Owner & Founder) della testata giornalistica di Metropolitan Magazine. La scrittura è la sua più grande passione, ha scritto il suo primo libro"Il silenzio in un caffè" pubblicato nel 2013 tra i top ten e-book dei più venduti nello stesso anno. Nel 2014 si cimenta nella scrittura del suo secondo "One Way", ex speaker radiofonica. Il mondo del Web l'ha sempre affascinata e oggi ha cercato di unire le sue più grandi passioni creando Metropolitan Magazine. Metropolitan Magazine oggi è una testata nota sia a Roma che in Italia. Non utilizza nessun aggettivo per definirsi, per lei esistono solo parole "nuove" che nessuno sa. "Il mondo è di chi lo disegna ogni giorno in modo diverso, a volte anche senza matite."
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