La direttrice creativa di Dior, Maria Grazia Chiuri, ha dedicato gli ultimi tre anni alla rinascita del Teatro della Cometa. Si tratta di un simbolo di Roma, chiuso sfortunatamente a causa della Pandemia, che ora riapre grazie alla Chiuri come Centro dedicato alle arti. Alla guida delle attività ci sarà la figlia Rachele Regini che, direttrice scientifica del Centro.

Il Teatro della Cometa spalanca le sue porte (di nuovo)

“La moda è lavoro. Questo è diverso”: così ha esordito la designer, che ha aperto (nuovamente) le porte dei cinquecento metri quadrati di storia romana. Per oltre mezzo secolo gli spazi del teatro sono stati salotto della contessa Anna Laetitia Pecci Blunt in primis, ma anche di Mimì, o la “casa” di artisti come Monica Vitti o Eugène Ionesco. E fu proprio Mimì, “artista lei stessa”, che in quegli spazi frequentava icone del Novecento come Jean Cocteau, Salvador Dalì, o Alberto Moravia, a ordinare il progetto del Teatro insieme al marito Cecil Pecci Blunt. Lui, a sua volta, lo affidò all’architetto Tommaso Buzzi.

Per Buzzi diventa un “teatrino” ispirato a quelli di corte: raccolto, prezioso, raffinato. L’inaugurazione risale al 20 novembre 1958, con I capricci di Marianna di Alfred de Musset e una giovane Vitti protagonista. La Chiuri, dopo l’acquisto del 2022, è partita proprio dagli archivi Pecci Blunt per seguire i progetti originali di Buzzi. E così dopo un anno di demolizioni e ricostruzioni affidati all’architetto Fabio Tudisco e al designer Andrea Panzini, il Teatro ha potuto alzare nuovamente il sipario dell’iconico palcoscenico che affaccia sul Campidoglio.

L’inaugurazione del Teatro

I colori predominanti nella ristrutturazione sono il bianco, il verde e l’oro, mentre la platea è tutta rossa. Rossi sono anche i due ordini di palchetti (233 posti). È evidente la cura per ogni dettaglio, quasi fosse un abito sartoriale, con la stella cometa che ricorre nelle lampade originali ai soffitti o nei corrimani, a citare lo stemma del casato Pecci. “Questo teatro nasce da una grande passione per l’arte di Mimì, la stessa che abbiamo sia io che Rachele, tutti in famiglia. Ci ha colpito come questa incredibile donna sia riuscita a far collaborare così tanti e importanti artisti insieme. Lei ha veramente seguito le sue passioni. Era nata in un casino vicino Roma, per poter viaggiare si faceva ospitare dalle suore e poi partecipava ai balli. Oltre all’idea di restaurare il teatro, c’è anche la voglia di raccontare lei e la sua storia”, ha raccontato la Chiuri.

Anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, si è detto entusiasta. “La riapertura è una bellissima notizia per tutta la città, soprattutto per uno spazio da sempre votato all’innovazione e alla sperimentazione”. L’inaugurazione prevede una performance curata da Lorenzo Salveti in scena dal 25 al 28 maggio. Fino al 25 luglio, la mostra dedicata proprio a Mimì Pecci Blunt, ricca di materiali d’archivio ritrovati con una “ricerca quasi archeologica” nella sua Villa Reale di Marlia. La Chiuri poi si riserva di non avere un cartellone: a settembre verrà presentato il comitato scientifico, e le attività previste dal centro dedicato alle arti.

Marianna Soru

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