Cinema

I documentari di Immaginaria, il Festival delle donne ribelli

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Immaginaria locandina - Photo Credits: Festival Immaginaria
Immaginaria locandina – Photo Credits: Festival Immaginaria

È iniziata il 1 Ottobre la XV edizione di Immaginaria International Film Festival Of Lesbians & Other Rebellious Women. L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Lesbica Visibilia in partnership con il Festival Mix Milano, con il Patrocinio del Comune di Roma e di Ambasciate estere. Il Festival presenta l’arte e le storie di donne raccontate da donne attraverso film, corti e documentari. Non donne qualsiasi, ma “presenti e passate, lesbiche, femministe, audaci, ribelli”. Una grande occasione di condivisione per femministe e lesbiche di tutte le età, nonostante le distanze imposte dal covid-19.

Come recita lo spot dell’evento, non si tratta di un’operazione nostalgia, ma di “un progetto per il futuro”. Affinché il Cinema non sia più un mezzo solo per gli uomini, ma anche per tutte le donne che vogliono raccontarsi attraverso la settima arte. Il Festival presenta una selezione di corti in concorso, di cui sarà decretato il vincitore domenica alle 18,30, e una selezione di film e documentari diretti da donne. Proviamo a raccontarvi quest’ultima.

Delphine et Carole, documentario presentato al Festival Immaginaria - Photo Credits: web
Delphine et Carole, documentario presentato al Festival Immaginaria – Photo Credits: web

La selezione di documentari di Immaginaria: Delphine et Carole

Il pomeriggio nella sala 2 è iniziato con la proiezione delle 14,30 del film Delphine et Carole, della regista francese Callisto McNulty. Il documentario racconta la storia dell’attrice francese Delphine Seyrig e della video-pioniera Carole Roussopoulos. Le due insieme hanno documentato e narrato la figura della donna e il femminismo francese grazie alla prima videocamera commercializzata dalla Sony nel 1967. Il documentario ci ricorda l’importanza di raccontare la nostra storia in quanto donne, perché da sempre la donna è stata raccontata solo attraverso gli occhi degli uomini.

Il film è composto per la maggior parte da materiale d’archivio sapientemente montato e alternato a un’intervista di Carole che ci racconta i tempi passati. Il documentario è presentato come unico mezzo espressivo cinematografico concesso alle donne che non avevano l’appoggio delle case di produzione per girare i loro film. Carole racconta di aver iniziato a girare video perché dopo essere stata licenziata finalmente poteva lavorare senza un padrone; Delphine invece, in quanto attrice, aveva sempre sentito il bisogno di esprimere finalmente il suo punto di vista. Il film racchiude perfettamente la necessità di trovare un modo per esprimersi liberamente, ed è un atto d’amore a quel mezzo di comunicazione potentissimo che è il documentario.

Le protagoniste di The Archivettes, documentario presentato al Festival Immaginaria - Photo Credits: web
Le protagoniste di The Archivettes, documentario presentato al Festival Immaginaria – Photo Credits: web

The Archivettes, storia di archiviste lesbiche

Il pomeriggio è proseguito con la proiezione delle 16,30 del documentario The Archivettes, di Megan Rossman. Questa volta ci spostiamo negli USA, dove un gruppo di donne nel 1974 ha fondato il “Lesbian Herstory Archives”. Le protagoniste oggi ci raccontano come, partendo da un piccolo appartamento, siano arrivate a un archivio oggi tra i più grandi a contenere materiale sulla storia di lesbiche. L’archivio, nato dalla necessità di combattere l’invisibilità lesbica, non racconta l’history, ma l’herstory, termine che con un gioco di parole sostituisce her (lei) a his (lui) per indicare la storia di donne raccontata da donne.

La fondatrice dell’archivio definisce la comunità lesbica come un insieme di comunità: ogni gruppo di attiviste, amiche, donne lesbiche rappresenta una comunità; solo tutte insieme hanno fatto la storia. Storia che non può essere dimenticata. Per questo vediamo la nuove generazione di archiviste già al lavoro con la vecchia guardia. Il confronto fra nuove e vecchie generazioni è presentato come un continuo arricchimento reciproco, e non solo come un “passaggio” dalle più anziane alle più giovani. Prima della proiezione una delle organizzatrici di Immaginaria ci ha raccontato che è un po’ la stessa cosa che sta accadendo al Festival, che ultimamente ha aggiunto forze giovani al team.

Older women Rock!, documentario presentato al Festival Immaginaria - Photo Credits: web
Older women Rock! , documentario presentato al Festival Immaginaria – Photo Credits: web

Older women Rocks! e i grandi punti in comune dei tre documentari

La terza proposta, proiettata subito dopo The Archivettes, è il documentario Older Women Rock! di Clare Unsworth. Il documentario affronta una tematica importantissima: quanto sia difficile per le donne invecchiare. Le intervistate ci dicono che il Cinema ci ha sempre raccontato che “solo gli uomini invecchiano”, mentre la donna passati i 50 anni non vale più nulla. Questo perché le donne devono essere seducenti, belle, e nulla di più. Ma Leah Thorn, poetessa che ha scoperto la scrittura intorno ai 40 anni, ci racconta che anche le donne anziane possono scoprire e avere passioni.

I tre documentari, fra loro molto diversi, hanno un grande punto in comune: tutti denunciano la necessità di mostrare un “tipo” di donna diverso da quello che ci è sempre stato raccontato dalla società patriarcale. E’ ora di mostrare le ribelli, le diverse, le femministe, le lesbiche attraverso l’occhio di chi lo è, e non più attraverso quello maschile. Il Festival Immaginaria lo ha fatto e per qualche pomeriggio il Nuovo Cinema Aquila è stato un luogo di libertà. E lo sarà ancora una volta, perché la rassegna e il concorso si concluderanno domani con l’ultima giornata di proiezioni.

Paola Maria D’Agnone

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