La pubblicazione del nuovo protocollo ha ridato speranza e, finalmente, il sogno di tornare sui campi quasi nella normalità sembra potersi realizzare. Unico problema che ancora fa “storcere il naso” a qualcuno, è ovviamente la questione delle porte chiuse; per il momento infatti non è stato comunicato nulla al riguardo, con tifosi ed appassionati che fremono nell’attesa. Il co-presidente dell’Imoco Volley Conegliano, Piero Garbellotto, ha così deciso di esprimere la propria opinione in merito alla questione delle porte chiuse; di seguito la sua dichiarazione rilasciata la scorsa settimana a Il Gazzettino di Treviso.

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Imoco Volley Conegliano – Photo Credit: Imoco Volley Official Facebook Account

Garbellotto e l’Imoco contro le porte chiuse

L’inizio della stagione è ormai dietro l’angolo, con i primi impegni concreti sul campo previsti per la fine di agosto; le formazioni in questo periodo hanno riadattato i loro allenamenti per poter cominciare la preparazione atletica, soprattutto visto il lungo periodo di stop forzato. Le porte chiuse rimangono ancora un obbligo e per adesso si pensa solo a come poter tornare a giocare; obiettivo primario è il benessere, motivo per cui la Lega sta già lavorando ad un altro protocollo in vista dell’inizio del campionato 2020/2021. Tra chi sta dietro le quinte, c’è però qualcuno che non gradisce l’idea di prolungare il distanziamento tra squadre e tifosi; Garbellotto, uno dei due presidenti dell’Imoco Volley, ha così espresso la sua opinione:

“La cosa che ci preoccupa di più è come si ripartirà; non è assolutamente sopportabile per una società di pallavolo un protocollo previsto per il calcio e deciso in un momento in cui la pandemia era al suo apice. […] Non è sopportabile disputare un campionato a porte chiuse. Per noi è fondamentale ricevere quanto prima indicazioni sul tipo di protocollo e sulla capienza. Arriverà un momento in cui dovremo capire cosa fare, perché non ce lo ha ordinato il medico di impegnarci nella pallavolo”.

“Noi ricominceremo solo con i nostri tifosi. Senza di loro non andiamo da nessuna parte. L’Imoco farà il campionato solamente se potrà avere la certezza di potere fare entrare i tifosi. Va bene anche scaglionati, aumentando pian piano la capienza massima, ma serve la certezza di una data dalla quale fare entrare i tifosi al palazzetto, altrimenti noi il campionato non lo facciamo. Per giocare dobbiamo sapere le regole del gioco. Altrimenti non giochiamo”.

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