È un periodo nero per i consumi della moda ad aprile: i consumi sono ancora in calo. Lo raccontano i dati pubblicati dall’osservatorio Confimprese-Jakala. Si tratta di un -4,1% annuo sui consumi, dopo la flessione già segnalata nel I trimestre 2025 (-4,2%). I motivi? “Aumentano le incertezze sul futuro, i consumatori stringono il cordone della borsa e si orientano su tempo libero e svaghi a discapito dell’acquisto dei beni durevoli”, come spiega l’Osservatorio.

Moda, aprile in calo del 9,3%: i dati di Confimprese-Jakala

Ma vediamo i dati: nei settori merceologici c’è ancora un trend positivo, sia pure modesto, solo la ristorazione a +1,1%. Il vero problema riguarda però il settore abbigliamento-accessori, che conquista l’ultimo posto chiudendo a -9,3%. Anche il retail registra un -2,4%. Flessioni negative poi anche per i canali di vendita, così come anche i centri commerciali che arrivano a -6,0% e high street a -4,2%. Questo sembrerebbe essere segno di un sostanziale cambiamento delle abitudini di consumo degli italiani: i negozi di prossimità confermano gli andamenti negativi dei mesi precedenti a -3,8%.

Nelle aree geografiche si segnala il trend fortemente negativo del Sud, l’area maggiormente interessata dalla frenata dei consumi, a -6,1%. In peggioramento Nord-ovest a -4,3% e Nord-est a -2,7%. Chiude il Centro a -2,4%. Nelle regioni Toscana è l’unica in parità a 0,0%, Puglia la peggiore a -8,7%. Quanto alle province si segnala Pistoia a 0,0%, Catanzaro fanalino di coda a -11,7%. Mario Resca, presidente Confimprese, sostiene la gravità di questi dati. “I consumi non sono mai andati così male, se non nel post Covid e questo ci deve fare riflettere sulle conseguenze che la frenata dei consumi può avere sull’intero comparto retail. L’aumento dell’incertezza ha provocato rinvio di investimenti, riflessione sui consumi, perdita di valore del dollaro e aumento dei tassi dei bond Usa”.

Marianna Soru

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