Grazie ad un accordo con il Ministero del Lavoro, lo scorso 4 giugno si è tenuto un confronto delle Segreterie Nazionali tra sindacati Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e il Gruppo Kering. Si è discusso della gestione della dichiarata eccedenza di personale (54 gli esuberi previsti) nei siti produttivi del marchio Alexander McQueen. È stato raggiunto un accordo che prevede l’assenza di licenziamenti unilaterali.
Niente licenziamenti unilaterali per McQueen

Lo scorso 20 maggio i lavoratori erano scesi in piazza proprio contro questi esuberi (54), che sembravano essere confermati. Ma i sindacati affermano un punto di svolta. “Grazie alla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori e all’iniziativa sindacale di mobilitazione è stato possibile modificare in modo significativo l’impostazione iniziale dell’azienda, che prevedeva una gestione unilaterale degli esuberi”. Secondo l’accorso raggiunto eventuali uscite potranno avvenire esclusivamente sulla base della non opposizione al licenziamento e incentivata. Inoltre, le scadenze di licenziamento saranno rinviate fino a settembre. Lavoratrici e i lavoratori della McQueen si sono espressi favorevolmente all’accordo, votandolo all’unanimità.
I sindacati sono soddisfatti. “Si tratta di un risultato non scontato che ferma l’impatto immediato dei licenziamenti e restituisce al negoziato un ruolo centrale”. Da risolvere comunque la questione di merito. “La gestione degli esuberi deve avvenire attraverso strumenti collettivi e non traumatici, a partire proprio dagli ammortizzatori sociali. Si devono evitare soluzioni che scarichino sui singoli lavoratori il costo della riorganizzazione. Per questo motivo, da qui a settembre, sarà fondamentale monitorare attentamente l’andamento delle eventuali uscite, mantenere alta l’attenzione nei luoghi di lavoro e costruire le condizioni per una applicazione del piano Reconkering condivisa”. Proprio il taglio del personale voluto dal CEO italiano Luca de Meo per rilanciare il business di Kering, è stato considerato dal colosso francese del lusso una “difficile decisione ed un provvedimento non più procrastinabile, coerente con il nuovo modello operativo della Maison, e con la revisione strategica delle sue attività a livello globale, finalizzate a riportare il business a una redditività sostenibile nei prossimi anni”.
Marianna Soru





