Spesso ci convinciamo che gli stand-up comedian siano completamente tutelati e che, una volta sul palco, possano dire tutto a favore della comicità. Che si tratti di un’ironia palesemente scorretta o estremamente sottile, crediamo sia sufficiente non seguire il comico in questione. Quanto accaduto recentemente a Deniz Göktaş, tuttavia, mette in risalto un altro aspetto: la libertà d’espressione, proprio come quella comica, non è tutelata ovunque allo stesso modo. Il comico turco appena citato, infatti, si è interfacciato con questa realtà giovedì. Il 32enne, arrestato all’aeroporto di Istanbul, è accusato di aver insultato l’Islam e il presidente Recep Tayyip Erdogan.

Un comico turco è stato arrestato dopo la pubblicazione di un monologo

L’accusa nei confronti di Göktaş è giunta a seguito della pubblicazione di un suo spettacolo di stand-up di 90 minuti pubblicato su YouTube. Non è ancora chiaro quali siano le parti interessate che hanno violato l’articolo 299 del codice penale turco e che, conseguentemente, hanno portando all’arresto. Un aspetto certo è che l’articolo di cui sopra punisce qualsiasi insulto al Presidente della Repubblica con una pena che va da 1 a 4 anni di reclusione. La gravità, tuttavia, aumenta se l’offesa è avvenuta in pubblico. Il comico turco potrebbe essere ritenuto colpevole per aver definito Erdogan un «dittatore» che adesso è «in pace con i propri desideri».

«Penso che [il Corano, ndr] sia il migliore dei quattro libri: già solo per il fatto che è un’affermazione audace nel VII secolo. Inoltre è molto scomodo per l’autore: se gli viene in mente un’idea nuova, peccato, perché abbiamo detto: “Questo è l’ultimo libro…”». Questa, invece, è la battuta che pare gli abbia assicurato l’arresto giovedì. Non risulta essere un caso quanto accaduto a Göktaş, poiché da tempo le autorità hanno iniziato ad ampliare la censura su chiunque venga percepito come critico dei confronti del governo islamo-conservatore turco o dei suoi valori. La stretta, così come il numero di inchieste giudiziarie, è in aumento, soprattutto tra artisti, giornalisti e politici.

Il dissenso non è ammesso, in qualsiasi forma arrivi

La procura di Istanbul ha dichiarato in un comunicato: «Deniz Göktaş è stato fermato all’aeroporto di Istanbul il 2 luglio». Prima dell’arresto, si legge ancora nella nota, sono giunte all’ufficio circa 185 denunce riguardanti uno spettacolo di stand-up comedy accusato di aver «pubblicamente insultato i valori religiosi». Successivamente i magistrati hanno aperto un’indagine sul comico, sostenendo che lo spettacolo conteneva «affermazioni offensive che costituivano reato».

Prima ancora dell’arresto diverse clip riguardanti lo spettacolo in questione e pubblicate su X sono state vietate in Turchia per motivi di «sicurezza nazionale e ordine pubblico». Göktaş, che si trovava in vacanza all’estero, è tornato in Turchia giovedì consapevole dell’arresto. Venerdì mattina il comico dovrà comparire in tribunale, così come riferito al suo avvocato.

Stefania Cirillo