Cinema

“In viaggio con papà”, il contratto scritto sul tovagliolo stasera in tv

“Scusa papà, mettiamo subito le cose in chiaro: che cosa intendi per rapporto con una donna te?” “Che te ne devi anna‘!”. La Mercedes vecchia maniera, grigio perla bruciato, attraversa le marane e i canneti paludosi. Pare risucchiata, ma riemerge e prosegue fra le fronde verso il mare: bisogna accompagnare il giovane Cristiano (Carlo Verdone), dal professore della comunità per la salvaguardia del gabbiano. Alla guida, il padre, Armando D’Ambrosi (Alberto Sordi). Sembrerebbe un documentario sul ‘piccione’: “Ma come, io me li magno i gabbiani, li vado a salva?”. Sarà un tour romanesco on the road. Una mano al volante, e il racconto di tutto uno stile di vita. “In viaggio con papà” stasera in tv: un viveur incallito, ogni sottana un aneddoto, educa l’impacciato e timido figlio alla conquista delle donne.

La catenina d’oro che scende sul petto villoso, non basta a render ‘maschio’ il candido Cristiano. Il cocco di papà, “amore bello, Cristiano de papà, ma che ca… te frega a te!. Con tutto l’amore viscerale, la pazienza, e la sufficienza, cerca ‘d’imboccare’ il figlio, inesperto anche negli approcci. Affarista e donnaiolo, miglior maestro di avventure non può esser che suo padre. Racconti e abbordaggi romanzeschi, si levano insieme alla sua sterminata classe di uomo d’antan. Ne consegue un intrigo comico, papà-figlio, in una sorta di ‘addomesticamento’. Dove l’amante dei vizi, delle donne e della bella vita, ha un figlio che è l’esatto opposto. E se i precetti non avranno certo l’esito di ‘inselvaggire’ il dolce Cristiano, almeno faranno ridere; tutte le volte che Albertone risponde con navigata sufficienza alle domande ingenue del figlioccio da svezzare.

Versi degli uccelli e piccioni

Nella veste di figlio, inizialmente doveva esserci lo stesso Alberto Sordi, regista del film “In viaggio con papà” nel 1982, e Vittorio De Sica nella parte del padre. Invece, a distanza di anni, Carlo Verdone, ingenuo, maldestro, pacioccone, rende il personaggio del ‘pargolo’, bonario come le sue caricature; ripropone uno storico Mimmo un po’ più sveglio e cannibalizzato. Senza allusioni e complimenti, Verdone recita al fianco del Maestro Sacro Sordi, e racconta che, durante le riprese del film, furono diverse le scene da lui stesso improvvisate. E che Sordi decise di tenere ed inserire nel montaggio definitivo, magari tagliando pezzi in cui recitava lui da solo, per non sacrificare le altre dove c’era Carlo.

Io che sono un uomo di vita, un uomo che ha viaggiato e di grande esperienza so perfettamente che Bufalo Bill è un omo ahò!“. Memorabili epiteti e personaggi, nel film stasera in tv “In viaggio con papà“: ‘Er gabbiano maremmano‘, La nonnina lasciata sotto il sole “c’ha la testa torrida!”, e Angelo Infanti (il Manuel Fantoni di «Borotalco»), nel ruolo di Gianni, scrittore di sceneggiati per Rai3, amante della mamma di Cristiano. Convinto e sicuro di se, ma che nessun dirigente prende in considerazione per le storie dal contenuto hard. Le lezioni di sesso e corteggiamento di Sordi a Verdone, sono sprecate, perché il figlio continua ad esprimersi in versi, non così lontani da quelli ornitologici degli onnipresenti uccelli, suoi protetti. Anche sulla barca in compagnia delle ragazze, fa l’imitazione del piccione ferito. 

A tutta romanità tra gli scherzi

Aridaje co ‘sto sesso! T’è entrato dentro ar cervello a te er sesso… ” “E manco esce“. Il finale del film è uno scontro generazionale, malinconico e drammatico. Piero Piccioni, è il compositore delle colonne sonore. La sua tecnica, è creare musiche che vanno di pari passo con il film, con accostamenti di violini e rock psichedelico, di samba e romanza; “In viaggio con papà” riesce a suggerire un tono di malinconia, che si fa spazio tra la comicità dell’immenso Sordi, che schiaffeggia e graffia l’italiano con i suoi vizi. Prima di concedersi all’americana Billy, nel dubbio dice: “Aho! E io ce provo… casomai meno”. Fino a dar vita, nella sceneggiatura, ad un impacciato, scordato dai tempi, Cristiano, circondato dai suoi ‘animali notturni’.

Nel momento del bagno, in cui Carlo Verdone scaccia le ragazze che tentano di avvinghiarlo, “Ve le taglio ste mani!”, pare che facesse freddissimo e Sordi continuava a chiedergli di restare in acqua: Carlo, a cui venne anche la febbre, sbottò con ‘M’hai rotto..‘, e Sordi andò via arrabbiato. Fino a notte, in cui si presentò a casa per fare pace. E Verdone racconta la scena del nudo: “Gli ho detto ‘scusa Alberto, veramente mi fai fare il porto di Punta Ala, davanti alla gente che mi guarda e mi fotografa, nudo con una mano davanti e una dietro?’.” “Sì lo devi fare perché io ti sto chiedendo un omaggio al personaggio che ho fatto alla Marana”, rispose Alberto. Che, al terzo ciak, gli fece uno scherzo: mandò via la sarta, la troupe e lo lasciò da solo, tutto nudo.

Aneddoti di In viaggio con papà

Era la scena finale di “In Viaggio con papà”, ed era anche l’ultimo giorno delle riprese”. Racconta Verdone. “Il copione prevedeva che, dopo una litigata, io abbracciassi Sordi alle spalle, senza che lui se ne accorgesse. Forse preso dall’euforia dell’ultimo ciak o forse per fargli un’improvvisazione, feci una corsa con un salto finale notevole sulle sue spalle: dalla foto si vede Sordi che ha un’espressione di spavento perché gli arrivano sulle spalle 87 chili senza saperlo. Lui resse per miracolo e continuò a recitare, ma allo stop mi urlò: Che ca.. fai? Che me voi ammazza’ ?”. Gli chiesi scusa, non mi rivolse la parola per un’ora e mandò a prendere del ghiaccio nel camper perché sforzò tremendamente il ginocchio sinistro, restai ovviamente mortificato e mi scusai altre cento volte. Mi disse di prepararmi a rifare la scena come da copione, ma dopo un’ora e mezzo il ginocchio di Sordi era gonfio, e gli faceva male il femore, così si decise che saremmo tornati la settimana successiva con una troupe ridotta. Tornai a Roma dispiaciuto e mortificato, gli scrissi anche una lettera…

Un giorno Sordi chiamò Verdone, durante il montaggio del film, e disse: “Lo sai che giro col bastone per colpa tua?. Nonostante la stronzata che hai fatto la scena fa ridere. Va be’ … lasciamo questa”. Il resto è storia, che iniziò stranamente in un ristorante. A Verdone, bastò un pranzo con Sergio Leone: alla sua domanda “quanto vorresti per girare un film con Sordi?“, accettò subito chiedendo niente, forse il minimo sindacale. Così Leone chiamò il cameriere e si fece portare un tovagliolo dove firmarono quel ‘contratto’. Due animali da palcoscenico, Sordi e Verdone, in un film unico che li vede insieme: Adesso fagli uno scherzo, Cristiano, daglie un mozzico, faglie il mastino”. “Sì, gli faccio il cocker”. E Armando: “Sì, faglie quello che cazzo te pare”.

Federica De Candia per Metropolitan magazine Instagram, MMI e Metropolitan Cinema

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