Almeno sedici persone hanno perso la vita in un grave incendio sviluppatosi ieri in una fabbrica tessile di Dacca, in Bangladesh. I vigili del fuoco sono riusciti a domare le fiamme solo dopo diverse ore d’intensa attività, e hanno recuperato i primi corpi; è altamente probabile, tuttavia, che più di qualcuno sia intrappolato ancora tra le macerie, vivo o morto. Nel frattempo, il rogo si è esteso anche a una vicina industria di prodotti chimici; non è ancora noto quanti lavoratori si trovassero all’interno del secondo edificio. Il tenente colonnello Tajul Islam Chowdhury, direttore dei vigili del fuoco, ha dichiarato che l’incendio è scoppiato nella capitale intorno alle undici di mattina.
Non è chiaro quali sostanze chimiche fossero conservate nel magazzino, e i vigili del fuoco stanno procedendo con cautela. Nel 2022, diversi pompieri sono morti dopo essersi precipitati in una struttura simile. Questa volta, i soccorritori si sono affidati a droni e altre tecnologie per individuare la fonte dell’incendio all’interno dell’edificio.
Gli incendi mortali sono ancora molto frequenti in Bangladesh
Il Bangladesh è uno dei maggiori produttori mondiali di abbigliamento confezionato. Il settore impiega milioni di operai, la maggior parte dei quali donne. Gli standard di lavoro sono migliorati dopo il crollo del Rana Plaza, un palazzo di nove piani che ospitava diverse fabbriche di manifattura tessile, nel 2013, che ha causato la morte di oltre mille lavoratori, ma gli incendi mortali sono ancora frequenti.
Fuori dagli edifici nella zona di Mirpur, dove si è verificato il disastro, si sono radunati i parenti dei lavoratori, snella speranza di avere informazioni sui loro cari. Molti di loro tenevano in mano foto di giovani donne fuori dall’area transennata. Mohammad Nayeem ha dichiarato di essere alla ricerca della moglie, Samia Akter, che lavorava nella fabbrica di abbigliamento; i funzionari gli avrebbero suggerito di controllare tutti gli ospedali della zona. «Sono andato due volte al Dhaka Medical, ma non sono riuscito a trovarla», ha affermato alla stampa locale, «Non so ancora dove sia».
Federica Checchia





