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Incoronazione di Carlo Magno: un Natale che consacra l’alleanza col papato

Il 25 dicembre 800 Papa Leone III si rendeva protagonista dell’incoronazione di Carlo Magno. Questa cerimonia, che segna anche la nascita del Sacro Romano Impero, rientra in un disegno politico del papato, che va oltre l’ideologia della restauratio imperii. Per capirne il significato c’è bisogno, tuttavia, di guardare alle premesse di questa incoronazione dalla portata storica senza precedenti.

Un anno prima, nel 799, papa Leone III, da poco salito alla carica, venne allontanato da Roma dalla nobiltà romana, perché accusato di spergiuro e di una condotta sessuale scandalosa. Carlo Magno, consapevole dell’importanza della legittimazione della sua autorità da parte della Chiesa, inviò una delegazione al monastero di Sant’Erasmo, dove Leone III era tenuto in custodia, per riportarlo a Roma.

L’incoronazione di Carlo Magno

Il re dei Franchi raggiunse l’urbe a novembre dell’800 per presiedere il tribunale che avrebbe riabilitato il pontefice. A due giorni dalla riabilitazione, Carlo Magno partecipava alla messa di Natale nella Basilica di San Pietro e diventava protagonista di una scena che avrebbe segnato la Storia con la “S” maiuscola.

Einhart, un cronachista del tempo, riporta che Carlo Magno stava pregando in ginocchio davanti all’altare e che Papa Leone III, avvicinandosi da dietro, gli pose la corona imperiale sul capo. Einhart allude ad una certa sorpresa da parte del re, che tuttavia sembra poco in linea con il personaggio dello statista.

Dopo aver incoronato platealmente un nuovo imperatore dell’Impero di Occidente (fino a quel momento il titolo imperiale era stato prerogativa dei sovrani di Costantinopoli), il pontefice si inchinò ai piedi di Carlo Magno. Il re dei Franchi era diventato il “grande e pacifico imperatore dei romani”, padre protettore di un nuovo impero cristiano, difensore della cristianità e primo alleato del Papa e dello Stato Pontificio.

Debora Troiani

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Debora Troiani

Laureata in Lingue, Letterature, Culture e Traduzioni alla Sapienza, studio ora Editoria e Scrittura, con un curriculum orientato al giornalismo. Sono una grande appassionata di lingue e letterature straniere (soprattutto russa e tedesca), di teatro, cinema e in generale di forme d'arte impegnata che affronta temi sociali.

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