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India, il centro-sud

Questa zona, come praticamente ovunque in questa meravigliosa ed affascinante nazione, ha davvero moltissimi luoghi eccezionali da offrire, io per questioni di tempo ho dovuto fare delle scelte e preferirne alcuni piuttosto che altri quindi mancherà giocoforza qualcosa ma potrete comunque trarne spunti interessanti.

Hyderabad è una città quasi interamente di stampo musulmano, è una metropoli caotica, polverosa ed afosa come qualunque altra in India ma ha da offrire davvero molto.

Una di queste cose è sicuramente il forte di Golconda, un luogo magico dove regna una certa pace e laddove assistere ad una bella veduta dall’alto di tutta la città, non che essa offra grandi sussulti con i suoi scorci ma è comunque piacevole vedere queste decine di migliaia di case srotolarsi sotto di noi fino a dove l’occhio (o la cappa di smog) può arrivare. Certo sarete in pieno sole con giornate da 40 gradi all’ombra quindi magari meglio evitare le ore centrali tanto per offrire a se stessi una onesta chance di sopravvivere ma se vi trovate da queste parti è d’obbligo fermarsi qui.

La seconda tappa deve essere il Charminar, un monumento maestoso che si erge al centro del mercato locale, dove una quantità infinita di indigeni cercheranno di vendervi persino i loro animali domestici pur di fare qualche soldo, ovviamente è caldamente sconsigliato l’acquisto se si vuole evitare un pressing ancora più forsennato da parte degli altri colleghi ma, se cercate un modo per animare la vostra giornata, nessuno vi vieta di fare questo giro di giostra, non è certo pericoloso ma il suggerimento è di armarsi di salda pazienza.

Vi sarebbe poi il lago (in verità causa sporcizia è più un acquitrino) e numerose moschee o musei da visitare ma qui va più a gusto personale, le cose imperdibili sono due, tutto il resto è sindacabile.

Una cosa molto seccante che avviene qui è il dover pagare (anche se cifre basse) per qualunque cosa, dal luogo per lasciare scarpe e zaino prima di entrare nel templio fino al permesso per fare foto e video. Una cosa davvero fastidiosa e totalmente assurda ma a cui potrete sottrarvi usando una certa dose di astuzia e destrezza visto che i controlli non sono così rigidi, tutto sta alla capacità di accettare o meno di essere trattati come un portafogli ambulante.

Da qui poi la tappa successiva è e DEVE essere Hampi, in assoluto uno dei posti più belli mai visti in vita mia e, a quanto sentito dire, anche da tutti coloro che di qui sono passati.

Hampi è difficile da descrivere in modo chiaro, il meglio che posso fare rendere l’immagine di un piccolo villaggetto vicino ad un complesso fatto di antichi templi e resti di una città situato in mezzo ad un deserto di polvere e rocce.

Detto così forse potrebbe non rendere l’esatta idea della sua bellezza ma immaginate di andare a godervi l’alba da 200 metri di altezza, appollaiato su una roccia, sotto di te un deserto che si staglia a perdita d’occhio interrotto solo da qualche casa, qualche rudere e uno dei templi più belli che l’India ha da offrire. Forse così sono riuscito a  farvi capire perché questa è una destinazione che non può e non deve essere tralasciata.

Il modo migliore per girare la zona è sicuramente noleggiando un motorino, se poi vi sentite pronti potrete trovare anche le bici ma con un sole capace di cuocervi un uovo in tasca non so quanta voglia potrete avere di scegliere questa opzione.

Non ci sono consigli o suggerimenti per questa zone, ogni angolo offre uno scorcio indimenticabile e la cosa migliore da fare è esplorarlo palmo a palmo senza tralasciare nulla. Dopo 2/3 giorni potrete rimettervi in marcia verso Gokarna con un sacco di foto meravigliose in tasca ma con la perdita di quel pezzettino di cuore che resterà per sempre tra le polverose rovine di Hampi.

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