Il figlio di Alain Delon, Alain-Fabien, ha denunciato il fratello e la sorella per far annullare il testamento (milionario) del grande attore. Secondo informazioni di Le Monde, Alain-Fabien sarebbe in possesso di prove mediche inedite che dimostrerebbero come, al momento della firma di un secondo testamento, l’attore non fosse più in grado di intendere e volere. La notizia del procedimento giudiziario relativo al testamento di Alain Delon, morto il 18 agosto 2024 a 88 anni, è stata comunicata ufficialmente ad Anthony (60 anni) e Anouchka (34) da un ufficiale giudiziario. Il testamento impugnato da Alain-Fabien, 31 anni, è stato il secondo dell’attore ed è stato firmato a Ginevra. Delon nel documento nomina unica erede Anouchka, correggendo il contenuto del primo testamento, del 2015.
Il primo testamento, redatto nel 2015, prevedeva una ripartizione più equilibrata della fortuna dell’attore, stimata intorno ai 50 milioni di euro: 50% per Anouchka, 25% per Anthony e 25% per Alain-Fabien. L’avvocata di quest’ultimo ha sottolineato che la disputa non riguarda necessariamente questa divisione dei beni materiali, quanto piuttosto le modifiche apportate negli ultimi anni di vita di Alain Delon, che secondo Alain-Fabien rifletterebbero un’influenza esterna e una mancanza di discernimento da parte del padre.
Anche se nel secondo testamento l’unica beneficiaria è Anouchka.
Al centro della controversia c’è, appunto, l’atto del 24 novembre 2022, che conferisce ad Anouchka Delon l’unica eredità del diritto morale del padre, come emerso dal libro-inchiesta Derniers jours du Samouraï di Laurence Pieau, Francois Vignolle. Alain-Fabien contesta anche una donazione del 22 febbraio 2023 relativa alla società Alain Delon International Distribution, che gestisce i diritti d’autore e i diritti d’immagine dell’attore. La difesa di Alain-Fabien sostiene che, a causa delle condizioni fisiche e psicologiche del padre – aggravate da un ictus nel 2019 e dal successivo deterioramento cognitivo – Alain Delon non fosse in grado di comprendere pienamente le implicazioni di questi atti.
Alain-Fabien, inoltre, vuole anche far annullare una donazione, datata 2023, in favore di Anouchka Delon, alla quale va il 51% delle parti di Adid (Alain Delon International Distribution), la società che detiene il marchio e i diritti all’immagine dell’attore
Una prima udienza civile è in programma per il 9 marzo 2026 davanti al tribunale di Parigi. Nella richiesta di annullamento, Alain-Fabien ritiene che il padre, dopo l’ictus del 14 giugno 2019, non aveva più «il discernimento sufficiente» per redigere e firmare un testamento o fare una donazione. Per avvalorare la sua iniziativa, fa valere la sentenza di un tribunale del 2024, 5 mesi prima della morte del padre, in cui la corte si pronunciava per una misura di «tutela rafforzata» in quanto Delon «presentava disturbi cognitivi che alterano l’espressione della volontà”.
Anouchka Delon ha reagito con irritazione e stanchezza alle accuse del fratello minore, sostenendo che l’obiettivo della causa sarebbe «solo offuscare la memoria del padre». Anthony Delon, invece, ha scelto di non intervenire attivamente, dichiarandosi «al di sopra della mischia», pur ammettendo di essere rimasto ferito dall’esclusione dal diritto morale del padre. Christophe Ayela, uno dei tre esecutori testamentari, ha dichiarato di voler avviare una mediazione per chiudere la disputa, sottolineando che Alain Delon non avrebbe voluto che i suoi figli si scontrassero pubblicamente sulla questione dell’eredità. L’avvocata di Alain-Fabien, Florence Watrin, ha chiarito che l’obiettivo del figlio minore non è un guadagno economico, ma la ricerca della verità: dimostrare che il padre è stato manipolato e che i due atti più recenti – il testamento del 2022 e la donazione del 2023 – sarebbero stati illegittimi.





