In buona parte del sud della Thailandia sono in corso inondazioni eccezionali, provocate dalle piogge torrenziali degli ultimi giorni. Case, campi, strade e automobili sono sommerse, ci sono decine di migliaia di sfollati e almeno 18 persone sono morte. I disagi stanno riguardando 9 delle 14 province nel sud del paese. È lì che si trova per esempio Hat Yai, una città da 150mila abitanti dove secondo le autorità del posto c’è stata la peggiore alluvione degli ultimi 300 anni: in un solo giorno sono stati registrati 335 millimetri di pioggia.
Il governo thailandese ha dichiarato lo stato di emergenza nella provincia meridionale di Songkhla, una delle zone più colpite dall’ondata di maltempo che ha già coinvolto oltre 2,1 milioni di persone. Le previsioni del Dipartimento meteorologico annunciano nuovi rovesci intensi con rischio elevato di allagamenti diffusi, alluvioni lampo e frane.
L’allerta riguarda numerose province del sud: Yala, Pattani, Narathiwat, Nakhon Si Thammarat, Phatthalung, Trang, Satun e Surat Thani. Il primo ministro Anutin Charnvirakul ha affidato al comandante supremo delle Forze armate il coordinamento delle operazioni di soccorso, mentre si teme che fino al 70 per cento del territorio meridionale possa essere interessato da piogge molto forti e rapido innalzamento dei corsi d’acqua, soprattutto nelle aree collinari e nelle zone abitate vicino ai fiumi.
Le inondazioni hanno finora causato almeno tredici vittime nelle province al confine con la Malesia e hanno bloccato circa settemila turisti stranieri, in gran parte provenienti da Malesia e Singapore, nell’area di Hat Yai. Nelle ultime ore il bilancio complessivo dei morti è salito a trentatre, come confermato dal portavoce del governo Siripong Angkasakulkiat.





