Calcio

Inter, ecco cosa perdi con l’addio di Romelu Lukaku

L’Inter e Romelu Lukaku non sono mai state così vicine alla definitiva separazione. Fino a qualche settimana fa, incrociando le dichiarazioni della società nerazzurra, di Simone Inzaghi e dello stesso attaccante, l’addio non pareva essere contemplato. Al 6 agosto le cose sono cambiate: il Chelsea campione d’Europa ha presentato 120 milioni di euro per il belga, garantendogli un ingaggio da circa 12 milioni l’anno; a questo potrebbe aggiungersi una contropartita tecnica. La proprietà non pare avere dubbi, mentre Marotta, Ausilio e Inzaghi paiono assolutamente contrari rispetto alla cessione del numero 9 interista. I motivi non sono difficili da intuire, ma vi raccontiamo la sua storia (non solo in nerazzurro), anche per mostrare la perdita che su tutti i piani la squadra potrebbe subire con l’addio di Lukaku.

Lukaku: dal Lierse alla Premier League

Nato ad Anversa da una famiglia congolese, Romelu Lukaku vive la sua infanzia in difficili condizioni economiche e sin da bambino si pone l’obiettivo di diventare un calciatore professionista per rendere la vita più facile a sua mamma e alla sua famiglia. Racconta di non poter dimenticare la scena di sua madre che allunga il latte con l’acqua per fare colazione; l’attaccante ha rivelato di aver capito in quel momento di essere povero e che avrebbe giocato nell’Anderlecht, trascinando la sua famiglia lontano dalle difficoltà e dai sacrifici. Ci riuscirà e andrà anche oltre: nelle giovanili del Lierse e poi dell’Anderlecht Big Rom stupirà tutti a suon di gol e nel 2009 firma il suo primo contratto da professionista. Debutta con l’Anderlecht in prima squadra a soli 16 anni e 11 giorni.

Con i belga realizzerà ben 41 gol in 98 presenza e attirerà l’attenzione del Chelsea, che nell’estate 2011 lo porterà a Londra per 12 milioni di euro. Con i Blues l’avventura di Lukaku non sarà delle più felici, disputando sole dodici partite al suo primo anno. Andrà quindi in prestito al West Bormwich Albion, realizzando 17 gol in 38 partite; da ricordare la tripletta da subentrato nel secondo tempo in un rocambolesco 5-5 contro il Manchester United. Torna al Chelsea, ma nell’agosto 2013 sbaglierà il penalty decisivo in Supercoppa UEFA. Verrà quindi ceduto all’Everton, dove troverà la sua consacrazione proprio sotto la guida di Roberto Martinez: 87 gol e 29 assist in 166 presenze.

Prima Mourinho, poi Conte

Le sue prestazioni con i Toffees attireranno il Manchester United di Mourinho, che lo acquisterà per 85 milioni di euro. La prima stagione tra i Red Devils è colma di soddisfazioni, ma il cambio tecnico in panchina e quindi l’arrivo di Solskjaer lo porterà spesso a sedersi in panchina. Anche per questo e soprattutto per la stima nei confronti di Antonio Conte, nell’estate 2019 Lukaku sceglie l’Inter, che lo acquista per 75 milioni di euro, diventando così l’acquisto più oneroso della storia nerazzurra. Trova la sua miglior forma proprio sotto la guida del tecnico salentino, trascinando l’Inter prima alla finale di Europa League, persa proprio per un suo autogol, e poi alla vittoria dello Scudetto. A fine stagione viene nominato miglior calciatore della Serie A.

L’affaire Lukaku e il progetto Inter

Pare essere imminente la cessione di Lukaku al Chelsea e già circolano le voci di possibili sostituti: Zapata, Vlahovic, Correa, Raspadori. Certamente tutti calciatori di livello e che possono far comodo a mister Inzaghi. Con la cessione di Lukaku, dopo gli addii di Conte e Hakimi, la proprietà nerazzurra sembra voler nettamente ridimensionare il progetto e gli obiettivi della prossima stagione. L’assenza di una leadership forte come quella del belga, sia tecnica che di spogliatoio, non può che pesare anche sui risultati. Trascinante nel percorso in Europa League e nella vittoria dello Scudetto e decisivo anche nei momenti di difficoltà, sostituirlo non sarà un’impresa facile.

Francesco Ricapito

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Credits: Belgian Red Devils Facebook

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