L’emergenza Coronavirus colpisce anche la Serie A e, di fronte alla prospettiva di giocare la partita scudetto a porte chiuse, la Lega ha deciso di rinviare Juventus-Inter al 13 maggio. I nerazzurri avranno quindi un finale di stagione assai impegnativo, con ben nove partite in ventiquattro giorni. La volata scudetto, il rush finale vedrà anche, a 180 minuti dalla fine del campionato, il derby d’Italia. Marotta non ci sta ed è stato chiaro di fronte ai microfoni: per Antonio Conte si prospetta un finale di campionato di fuoco.

La decisione della Lega

Se fino a questa mattina sembrava che Juventus-Inter si sarebbe giocata domenica sera a porte chiuse come previsto da calendario, nel pomeriggio la Lega ha cambiato idea. Dato l’impatto mediatico della super-sfida decisiva per lo scudetto tra le due compagini, un incontro senza tifosi sarebbe stato un cattivo biglietto da visita per gli spettatori (anche esteri). Quindi è stato deciso di rinviare il big match al 13 maggio, assieme ad altre quattro gare di questa giornata di Serie A.

Il calendario dell’Inter

Questa decisione, dovuta tra emergenza sanitaria e necessità di altra natura, va sicuramente a compromettere il calendario nerazzurro del mese di maggio. Oltre a Napoli e Atalanta, cioè le due avversarie dell’Inter negli ultimi 180 minuti di campionato, potrebbero aggiungersi due match infrasettimanali. Quello certo è proprio il derby d’Italia, il 13 maggio, a ridosso della sfida contro i partenopei; dopodiché, se i nerazzurri non dovessero centrare la qualificazione in finale di Coppa Italia, il 20 maggio affronterebbero la Sampdoria nel recupero della scorsa giornata. E infine, il 24 maggio a San Siro è previsto lo scontro con l’Atalanta nell’ultima giornata di campionato.

Un vero e proprio inferno per i nerazzurri, che, assieme alla Juventus, soffriranno un disagio non indifferente con il rinvio di questa giornata di campionato. Ha parlato, a tal proposito, l’ad dell’Inter Giuseppe Marotta ai microfoni di Sky Sport:

Ci tengo a sottolineare, come cittadino, che è giusto tutelare la salute di tutti: è il primo obiettivo. Nel momento in cui parliamo di calcio facciamolo nel migliore di modi cercando un criterio univoco per la competitività; sono preoccupato perché la prossima giornata è difficile da organizzare alla luce di un campionato compresso di impegni. Purtroppo siamo in emergenza, portiamo avanti il campionato nel migliore dei modi. La Lega parlava di sacrificio necessario per le porte chiuse, non vedo altre via d’uscita; abbiamo chiesto di convocare un’assemblea e il Cda della Lega.

Poi ha aggiunto:

Io non voglio fare polemica, la Lega ha deciso così e prendiamone atto. Non tocca solo Juve-Inter, ma anche alcune partite che iniziano tra poco. E’ una decisione dell’ultimo momento, si poteva evitare. Io sono preoccupato per il futuro. Siamo in un momento straordinario, delicato, ci sono problematiche di economia e reputazione mondiale. Lo sport viene dopo; facendo autocritica, potevamo affrontarla meglio e prima.

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