Calcio

Intervista a Michele Russo: tra Serie D e calcio professionistico

Di calcio giocato ormai non se ne parla da un po’. Le ultime partite ufficiali, tanto in Serie A, quanto in Serie D, risalgono ormai agli inizi di marzo e, sebbene chi di dovere stia lavorando affinché si possa riprendere in sicurezza, i dubbi che la stagione possa realmente ripartire sono davvero tanti.

La mancanza di calcio si fa sentire, anche se è chiaro come lo sport più bello del mondo sia (o almeno dovrebbe essere) l’ultimo dei problemi a cui pensare in un momento così delicato per il Paese.

Ad ogni modo, oggi non siamo qui per parlare di questo. Oggi vi offriamo la bella chiacchierata che abbiamo intrattenuto con Michele Russo, scout, nonché collaboratore dell’agenzia di procura catanese, Star Sport Group.

Dal suo ruolo all’interno dell’agenzia, passando per la Serie D, fino ai sogni personali da realizzare in ambito professionale. Ecco a voi il suo intervento ai nostri microfoni.

Michele Russo tra scouting e Serie D

Dopo averci parlato in linea di massima e più che bene dell’agenzia per la quale lavora, abbiamo subito chiesto al Sig. Russo qual è il ruolo che riveste all’interno dello Star Sport Group. Ci ha risposto così:

Il mio ruolo all’interno dell’agenzia è quello dello scout. Un ruolo che svolgo sia in modo generico che in maniera più mirata; mi spiego meglio. Io vado ad osservare un ragazzo e se noto che questo ragazzo ha qualità, a mio dire, buone, allora lo seleziono e vedo se è possibile prenderlo in procura. Per quanto riguarda l’esercizio del mio ruolo in maniera mirata, intendo invece l’occuparmi dei nostri assistiti. Il mio compito è quello di fare da mediatore in una situazione che potrebbe portare un nostro giocatore al salto di categoria. Quest’anno ho seguito principalmente i gironi H e I della Serie D, anche se non sono mancati gli spostamenti al Nord visto che anche nei gironi settentrionali abbiamo degli assistiti.

In relazione a quanto ci ha appena detto, le chiediamo: a suo modo di vedere, ci sono differenze tra i gironi H e I e i gironi settentrionali? Differenze presenti magari anche in termini di qualità delle squadre e strutture?

Le differenze ci sono e sono anche tante. Basti pensare che nel girone I ci sono squadre blasonate come Palermo e Savoia, mentre nel girone H troviamo team storici come Bitonto, Foggia, Taranto, Cerignola. Ripeto, le differenze ci sono e sono tangibili non solo a livello tecnico, di qualità delle squadre, ma anche a livello economico. Per vincere il girone H o il girone I bisogna spendere tanto. Quindi se paragonassimo le spese di una squadra che punta a vincere il girone H o il girone I, con una squadra del Nord che punta a vincere un girone settentrionale, noteremmo che le spese sostenute dalle squadre del Sud sono di gran lunga superiori a quelle sostenute dalle squadre del Nord. Una differenza, questa della spesa sostenuta, che ovviamente influisce e non poco sulla qualità delle squadre.

In parole povere, ci sta dicendo che il Sud costa più del Nord?

Si e no. Guardate, posso dirvi che, a livello di strutture, al Nord sono molto più avanti. Pensate che varie squadre hanno propri centri d’allenamento. In questo sono molto più all’avanguardia.

Alla luce di tutto ciò sta quindi scherzosamente dicendo che le squadre del Sud hanno più qualità rispetto a quelle del Nord?

No, ci mancherebbe, non mi permetterei mai. Questo però è un punto che può essere trattato in termini di “pressione della piazza”. Se pensate infatti ai tre gironi della Serie C noterete che, a parte il Monza, che ha creato una corazzata, al Nord non ci sono squadre che hanno lo stesso blasone di quelle del Sud. Nel meridione ci sono squadre come Bari, Avellino e Reggina se volessi considerare la terza serie italiana e team come Foggia, Taranto e Palermo se considerassi la Serie D. Quello che intendo dire quindi è che giocare in piazze così prestigiose è diverso, bisogna essere pronti per poterlo fare. Al Nord c’è sicuramente meno pressione e quindi anche raggiungere determinati obiettivi è più semplice.

Tornando al lavoro dello Star Sport Group, può dirci il nome o i nomi di qualche vostro assistito?

Certo, nessun problema. A livello di settore giovanile posso citarvi Luca Nolaschi, difensore classe 2001 della primavera del Brescia e Darrell Agbugui, terzino, anche lui classe 2001, della primavera dell’Hellas Verona. A livello dilettantistico invece il nome che spicca più di tutti è sicuramente quello di Mbaba Ndiaye del Foggia che, a breve, sono sicuro, farà il suo meritato salto nel professionismo. Altro nome che posso dirvi è quello di Sidibe Chamberlain del Rende, in prestito all’Acireale.

Michele Russo - Star Sport Group
Michele Russo, scout dello Star Sport Group

Ci ha detto che il suo ruolo, all’interno dello Star Sport Group, è quello di scout. Volevamo sapere se, in futuro, aspira a ricoprire un ruolo diverso.

Il ruolo professionale che vorrei coprire in futuro è senza alcun dubbio quello di direttore sportivo o, eventualmente, quello di responsabile dell’area tecnica; è il ruolo che più mi si addice e che, oggi come oggi, più mi piace. Ovviamente sono più che felice di fare scouting per un’agenzia di procuratori perché così ho modo di conoscere un mondo nel quale vorrei presto immergermi. Lavorare per un procuratore ti permette di acquisire un sacco di conoscenze che vanno ben oltre il semplice aspetto tecnico del calciatore. Chiaramente ci sono differenze tra il lavorare per un procuratore e il lavorare per un direttore sportivo o per una società. Lavorare per un procuratore significa andare a selezionare la risorsa, guardando non tanto alla qualità del calciatore, quanto piuttosto alla sua necessità di avere un procuratore. Lavorare per un direttore sportivo o per una società, significa invece andare ad osservare un calciatore che ha quei requisiti tecnici richiesti dalla società stessa.

Lavorando per lo Star Sport Group, ha mai curato o ha mai partecipato allo svolgimento di una trattativa?

Si, sono stato due volte all’Hotel Sheraton di Milano durante le sessioni di calciomercato. Ho partecipato sia a quella estiva che a quella invernale di quest’anno. Ho seguito tante trattative intavolate sia ad agosto che a gennaio, che però non sono andate a buon fine. Ne ho chiusa qualcuna l’anno scorso nei gironi H e I di Serie D. Ora sto facendo da tramite, per una squadra di Serie A, in un trasferimento dall’estero di un classe 2003. Eravamo a buon punto, il Coronavirus ha però bloccato tutto.

E non può dirci di quale squadra si tratta?

Preferisco non dirlo ancora. Anzi, in realtà non posso dirlo ancora. Il calciatore è un 2003 che gioca in un campionato straniero e sto lavorando per portarlo in una squadra di Serie A abbastanza importante.

E il campionato straniero dal quale proviene questo ragazzo può dircelo?

Non vorrei dirlo (ride). Gioca in Portogallo.

Serie A portoghese?

Si, Serie A portoghese.

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Nicola Patrissi

"Non è tanto chi sei, quanto quello che fai che ti qualifica". Giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Basilicata. Laureato in Lettere Moderne. Amo la scrittura, la fotografia ed il calcio.
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