Cultura

Intervista doppia a Canigiula e Sponta: gli autori “sconnessi” della musica italiana

Marco Canigiula e Francesco Sponta, sono due giovani autori della musica italiana, due nuovi volti che dopo tanta gavetta, stanno finalmente raccogliendo i frutti meritati di un lavoro straordinario. Sono partiti come autori di testi per i ragazzi dei talent, per arrivare poi ad artisti del calibro di Annalisa e Sister Cristina e arrivando al cinema con la colonna sonora del film “Sconnessi”. In una struttura d’avanguardia (Cantieri Sonori) e alle porte di Roma Sud (Vitinia), noi di MMI abbiamo raggiunto i due giovani autori, per una lunga e stupenda chiacchierata:

Grazie mille per l’intervista e per il tempo dedicato. Partirei subito con una domanda molto semplice: chi è Marco Canigiula?

Io sono Marco Canigiula, ho 30 anni e ho iniziato il mio percorso musicale con un’esperienza particolare… infatti ha sedici anni ho partecipato al festival di Sanremo nella sezione giovani (era il 2004 ndr), ed è stata quella la mia prima vera esperienza in questo mondo. All’inizio non avevo una gavetta vera e propria alle spalle e così mi sono trovato in questo ambito un po’ spaesato, ma poi ho iniziato a studiare e mi sono messo in regola per rimanere sul treno.

Quindi, potrei dire che nasco come cantautore, poiché ho sempre scritto le mie canzoni e poi mi sono evoluto in autore, dedicandomi all’attività di scrittura, ma anche di produzione e arrangiamenti in studio.

Invece chi è Francesco Sponta?

Io invece sono Francesco Sponta, ho 25 anni, classe 1993. Io e marco ci siamo conosciuti nell’autunno del 2011, quasi in concomitanza con l’apertura dell’etichetta. Con Marco ci siamo conosciuti perché io conoscevo già Sergio, che era ed è ancora oggi il batterista dell’etichetta. Sono entrato nell’ambito musicale, perché tra una cosa e l’altra, avevo iniziato a fare musica attivamente, ma come rapper. Solo più tardi mi sono evoluto come autore, anche perché per me la scrittura è sempre stata uno sfogo.

Ho conosciuto Marco, perché mi erano state regalate dieci ore in uno studio di registrazione e sono andato da lui a registrare i miei primi pezzi… all’epoca avevo solo 18 anni. Poi dopo quell’esperienza ho iniziato a collaborare attivamente con Marco e dopo un po’ di tempo, abbiamo cominciato a fare produzioni insieme. Alla fine, dopo tanto tempo, Marco mi chiese se potessi dargli una mano e così è cominciata la nostra collaborazione. Ovviamente agli inizi la collaborazione non era molto artistica, ma a testa bassa mi sono messo a lavorare, in attesa di una possibilità e il resto – come si suol dire – è storia.

Qualche aneddoto curioso della vostra collaborazione?

Uno degli aneddoti più interessanti, è quello che riguarda la saletta dove lavoravamo all’inizio. Stavamo in una saletta di 18 metri quadri… e ti posso assicurare che lavorare in un ambiente così piccolo non è semplice. Ognuno aveva una propria postazione, ma lo spazio era quello che era e così, capitava di infastidirci. Per esempio, mentre uno componeva e arrangiava, l’altro magari doveva parlare al telefono e un altro ancora doveva scrivere un altro testo, insomma c’era sempre il rischio di disturbarci. Era una cosa allucinante anche perché ogni rumore rientrava poi nel microfono. Però, con il senno del poi, sono quelle situazione che mettono in moto il desiderio per fare quel passo in avanti e trovare una soluzione migliore.

Si può dire che il 2018 è stato un anno ricco di gratificazioni e di grandi successi per voi?

Sì! È stato ed è ancora un anno importante. Una delle gratificazioni di questo 2018 è stata avere Annalisa qui in studio da noi. Lei è una grandissima professionista e una bellissima persona, con lei abbiamo lavorato su alcuni brani e il suo produttore Michele Canova ha scelto il brano “Le parole non mentono” e lo ha messo sul suo ultimo disco (come quinta traccia). Abbiamo iniziato l’anno con questa pubblicazione.

A seguire c’è stata la pubblicazione dell’ultimo disco di Sister Cristina, che è uscito a marzo. La cosa divertente di questa collaborazione, è che lei stessa ci ha contattato. Anche perché noi siamo molto attivi nell’ambiente della cristian-music. Lei ha sentito diverse canzoni scritte da noi di ispirazione cristiana e ci ha chiesto se potevamo aiutarla a completare un brano che stava preparando (“L’ombra che non ho più” brano scelto come prima traccia della tracklist dell’album). Ma la grande soddisfazione è stata la canzone, colonna sonora del film “Sconnessi”.

Ma come è nata questa possibilità?

Ti devo raccontare che io (Marco) sono un grande appassionato di cinema e realizzare la colonna sonora di un film, era uno dei miei sogni. Ma mai avrei pensato di poter realizzare questo sogno in maniera così improvvisa. Sentire la mia musica, al cinema e su delle immagini è stata un’esperienza bellissima. Comunque, il tutto è nato grazie ad una nostra carissima amica: Carolina Rey. Lei ci ha inviato la sinossi di una pellicola, per l’appunto “Sconnessi” di Christian Marazziti. E ci ha detto: “ragazzi, stanno cercando un qualcosa di musicale per il film, perché non provate a buttare giù qualcosa voi?” Così noi, ci siamo messi in studio a lavorare e nell’arco di una giornata è venuta fuori questa canzone “Sconnessi” intitolata come il film. L’abbiamo mandata al regista 2 annetti fa circa e al regista la nostra canzone piacque molto.

Tuttavia, passò del tempo dall’invio della canzone e noi non avevamo più notizie, anche perché quando mandammo la canzone non si sapeva nemmeno quale fosse la casa di produzione del film. Fin quando non ci arriva all’improvviso la fatidica chiamata, che ci conferma che la canzone sta nel film e che soprattutto il film uscirà. La canzone all’inizio doveva stare nei titoli di coda, poi per una seria di vicende, che non stiamo qui a raccontare… la canzone viene inserita nei titoli di testa e per ben 2 minuti e mezzo di apertura del film, c’è questa canzone, ovviamente cantata da Carolina. Questa è stata un’operazione che ci ha fruttato anche una candidatura per i nastri d’argento. Sapevamo di non vincere, ma già avere una nomination era una cosa impensabile.

Quali sono i vostri obiettivi futuri?

(Per entrambi) Potremmo dire che dal punto di vista collettivo, quello di avere l’opportunità di creare un progetto da zero; qui nella nostra sede e che venga apprezzato dal pubblico. Insomma, avere un nostro artista che ci coltiviamo nel tempo e con la quale fare un percorso importante.

M – Dal punto di vista personale e autorale, direi che tra i miei obiettivi c’è quello di poter scrivere per tutti quegli artisti che ho sempre ascoltato e che stimo tantissimo. Artisti come Marco Masini, Tiziano Ferro o Cesare Cremonini. Ecco questi sono artisti che ascolto e per me sarebbe un sogno poter vedere il mio nome nel loro disco.

F – Anche per me, dal punto di vista autorale, ci sono dei sogni e ci sono degli artisti che ascolto ancora e con la quale mi piacerebbe lavorare. Come lo stesso Tiziano Ferro, che abbiamo ascoltato live un po’ di anni fa, Cremonini idem o come Giorgia. Delle nuove leve mi intriga Francesca Michielin, mi piacerebbe molto collaborare con lei.

 

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