Giovanissimo, affascinante e pieno di sogni: Einar l’abbiamo lasciato sul palco dell’Ariston in quest’ultima edizione di Sanremo, ma ora ha tutto un futuro da scrivere (e cantare!).

Einar (credits: Gabriele Lo Piccolo)

Era partito da X Factor, senza riuscire ad arrivare alle fasi decisive, poi Amici, che gli garantisce il successo tra il pubblico, per poi passare da Sanremo giovani prima di aggiudicarsi -tra i Big- il grande palco dell’Ariston in questa edizione.

Classe ’93, cubano ma naturalizzato italiano: Einar sogna la sua musica con l’audacia di chi sa che crederci oggi potrà significare farcela domani. Ed è così che ci racconta come…

  • Esperienza Sanremo: dal talent direttamente al palco più ambito d’Italia. Ti sei sentito all’altezza? Credi che l’esperienza di Amici ti abbia preparato bene per affrontare questo ambiente?


Amici mi ha aiutato ad affrontare il palco, ad affrontare situazioni di stress, ma è anche bello ogni volta sentire l’emozione di salire su un palco, di cantare… è una bella paura. Io sono giovane e salire sul palco dell’Ariston per me è stata una un’esperienza fantastica, credo che sia un punto di partenza, son contento, lo rifarei altre mille volte, mi sono sentito bene, ho dato tutto me stesso, impegno e dedizione e spero prima o pio di tornarci in veste di cantautore.

  • I giovani cantanti sognano l’Ariston, tu ci sei già arrivato. E ora cosa sogni?

Sono felice di aver partecipato al Festival, ringrazio Claudio Baglioni per questa opportunità, ringrazierò sempre il mio staff. La vetrina del Festival di Sanremo è unica. Ora continuerò con tanto impegno il mio percorso, perché sogno di vivere di musica, è ciò che mi fa stare bene. Ho tanto da
imparare, devo crescere ancora, mi piace affrontare le situazioni con positività perché ci credo davvero in quello che faccio. Ora sogno di portare in giro la mia musica intanto con due concerti live a Maggio: il 20 maggio sarò a Roma a Largo Venue e il 22 maggio, giorno del mio compleanno, a Milano ai Magazzini Generali. Sono emozionatissimo e non vedo l’ora di incontrare le persone che saranno lì a cantare con me.

  • Hai avuto modo di condividere quest’esperienza con i big della canzone italiana. Cos’hai imparato da loro, in questa occasione?

E’ stato bello condividere il palco dell’Ariston con altri big della musica italiana. Per me che sono giovane, cantare con altri nomi che fanno parte della storia della musica italiana, come Loredana Bertè, Nek, Turci, Renga, Cristicchi, è stato un pregio, è stato un passo molto grande, spero sia una
delle tante esperienze. Ho imparato che è importante mantenere i piedi per terra, fare le cose fatte bene, per far si che si possano raccogliere risultati positivi.

  • Social e musica: con Instagram ogni persona può diventare un personaggio. Cosa ne pensi, anche in rapporto al tuo mestiere?

Instagram – e tutti i social – comunque fanno parte di questo mestiere perché danno la possibilità di raccontare quotidianamente quello che fai, dove sei, a tutti i tuoi fan, a tutti coloro che ti seguono. Credo che sia una cosa bella, anche se io comunque sono un personaggio un po’ chiuso, sono così proprio io, di mio. Infatti, faccio fatica a stare sempre sui social perché comunque sono uno a cui piace il rapporto, il contatto diretto. Però, allo stesso tempo, questi mezzi sono molto importanti perché ci danno la possibilità di comunicare i nostri impegni e tenere sempre aggiornati tutti i nostri fan.

  • Parole nuove: il primo e vero album. Molte canzoni sono autobiografiche, è un modo per esorcizzare le esperienze della tua vita? Cosa ci vuoi insegnare?

Riguardo l’album autobiografico, innanzitutto sono molto contento perché gli autori hanno fatto un ottimo lavoro, hanno trovato dei brani che mi rispecchiano molto, che sembrano quasi scritti da me. Credo sia una cosa davvero bella. Ringrazio tutti gli autori per questo. Quello che vorrei
insegnare, quello che vorrei fare arrivare ai più giovani – anche se non credo di essere nella situazione di poter insegnare – avendo passato tante storie e tante situazioni, a volte anche un po’ scomode, è che io comunque prima facevo tutt’altro nella vita, ma credo che con la passione, con
l’impegno, si ottengono dei risultati. Sempre, anche quando pensi di non farcela, o pensi che ci siano persone più brave di te, non è così, questa è la strada sbagliata. Quello che vorrei far arrivare è soltanto che per ottenere dei risultati, bisogna crederci, bisogna insistere, aldilà di tutto. Comunque io credo che un bravo campione lo si veda quando le cose vanno male, non quando vanno bene.

  • Giovanissimo, nuovo sulla scena musicale, eppure dopo gli instore arriva già il tour mondiale. Eccitazione e paura? Quale prevale e come gestisci l’equilibrio tra le due?


Sono davvero contento perché avrò la possibilità di far conoscere me e la mia musica anche in sette paesi diversi del mondo e credo che sia una possibilità veramente unica che non capita tutti i giorni. Quindi, ringrazio tutti coloro che hanno organizzato questi bellissimi tour. Eccitazione o
paura per le prime due date? Quale prevale? Credo che prevale l’eccitazione, perché comunque sono ansioso di vedere come ci si sente ad un proprio concerto, le cose che provi, com’è cantare davanti ad un pubblico che è solo lì per te. Allo stesso tempo un po’ di paura perché è una cosa nuova per me e credo che, come tutte le cose nuove, faccia un po’ di paura, ma credo che sia una paura ‘buona’. Son davvero contento. I’m so happy, and take your dreams!

Rossella Papa