Cinema

“Io sono leggenda”: solitudine e mostri

Io sono leggenda, ispirato dall’omonimo romanzo di Richard Matheson, è un film di fantascienza del 2007 diretto da Francis Lawrence. Terza trasposizione dell’opera letteraria, la prima, L’ultimo uomo della Terra, di produzione italo-americana, risale al 1964, e la seconda, 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, è del 1971 e vide come protagonista un Charlton Heston famoso per la partecipazione a pellicole di fantascienza tra cui Il pianeta delle scimmie e a colossal come I dieci comandamenti, Ben-Hur e Il tormento e l’estasi che hanno fatto la storia del cinema.

In questa trasposizione, Robert Neville, interpretato da Will Smith, è uno dei rari sopravvissuti in seguito allo scoppio di un’epidemia mondiale che ha trasformato in creature simili a zombie-vampiri i pochi che non sono morti. Ora questi mostri popolano gli edifici delle città di giorno e le strade di notte. Affiancato dalla sua migliore amica, un pastore tedesco di nome Sam, lo scienziato militare Neville continua la sua crociata alla ricerca di una cura.

Will Smith interpreta lo scienziato militare Robert Neville - Photo credits: web
Will Smith interpreta lo scienziato militare Robert Neville – Photo credits: web

La solitudine della fine del mondo

L’azione è concentrata da circa metà film in poi, mentre la parte iniziale risulta quasi un one man show di Will Smith, che riesce con poche battute a trasmettere la solitudine di un uomo rimasto l’ultimo della sua specie. Da perfetta cornice c’è una New York abbandonata, decadente, in cui la natura selvaggia ha preso il posto che prima apparteneva agli umani. Ottime le inquadrature che riescono a sottolineare la solitudine, ma anche l’ansia, la disperazione e il turbamento del protagonista.

Degno di nota è il rapporto tra Neville e Sam, lui non è il suo padrone e lei non è il suo cane, sono amici, compagni inseparabili pronti ad attaccare quando l’altro è in pericolo. Toccante l’interpretazione di Will Smith che, seppure non staccandosi dal suo caratteristico modo di recitare, riesce con la sola mimica facciale a far capire molto di ciò che il suo personaggio prova. Da dimenticare invece sono gli effetti speciali delle creature in primis e anche degli animali in CGI.

Richard Neville (Will Smith) e Sam - Photo Credits: web
Richard Neville (Will Smith) e Sam – Photo Credits: web

Mostri e leggende

C’è sempre un brivido che corre lungo la schiena quando si parla di film tratti da libri, probabilmente perché ci si aspetta di vedere le parole che nella nostra mente hanno preso forma esattamente in quel modo, e ciò non può che lasciare l’amaro in bocca ad alcuni. Richard Matheson è uno dei capisaldi della letteratura di fantascienza post-apocalittica, e questo film non è il suo libro trasposto sullo schermo. Ci sono delle differenze sostanziali tra le due opere, più importante tra tutte il senso che Matheson dà al suo racconto.

Tuttavia, se anche il significato della “leggenda” di Neville viene cambiato, nel film lo diventa per i sopravvissuti come nel libro lo sarà per i mutati, quello che rimane dell’opera originale sono i confini sfumati della mostruosità delle creature. Presentate come bestie glabre che seguono solo l’istinto di sopravvivenza, in realtà hanno una struttura sociale, sono intelligenti, studiano il loro nemico e provano sentimenti umani. Purtroppo nel finale alternativo tutto questo risulta molto più chiaro, mentre quello ufficiale intraprende una strada più commerciale che si lascia alle spalle ogni possibile messaggio dell’opera letteraria. Tutto sommato, Io sono leggenda è un blockbuster godibile da guardare per puro intrattenimento.

Will Smith in una scena del film - Photo Credits: web
Will Smith in una scena del film – Photo Credits: web

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