Cinema

“Io prima di te”: quando un film non sceglie l’happy ending

Stasera in tv: “Io prima di te“, tratto dall’omonimo romanzo di Jojo Moyes, diretto da Thea Sharrock. “Io prima di te“, pubblicato in Inghilterra nel 2012, diventò un bestseller mondiale ma, per i temi trattati, le polemiche non sono trattate. L’adattamento cinematografico vede come coppia due volti noti, Emilia Clarke e Sam Claflin. Daenerys di Game of Thrones e Finnick di Hunger Games. Un ambiente del tutto diverso dal solito per i due attori, provenienti entrambi da mondi fantasy. Il film, però, avrà retto il confronto con il libro?

“Io prima di te”: la trama e le (non poche) polemiche

Sam Claflin ed Emilia Clarke in "Io prima di te" - photo credits: Telefilm Central
Sam Claflin ed Emilia Clarke in “Io prima di te” – photo credits: Telefilm Central

Louisa Clark, dopo essere stata licenziata, trova un lavoro presso la famiglia Traynor che cerca un’assistente per il figlio disabile a seguito di un incidente. Il figlio si chiama Will, ha 31 anni, ed è di una bellezza disarmante: questo non rende le cose facili. Will Traynor, due anni fa, a seguito di un incidente, ha visto la sua vita cambiare totalmente. Davanti a se, se prima aveva tanta vitalità, adesso ha solo tanta tristezza. Tristezza per la vita che avrebbe potuto condurre e che invece, ormai, non può. Nel periodo durante il quale lavorerà per lui, Louisa imparerà a conoscerlo, ad amarlo. Ovviamente proverà a dissuaderlo da quella che è la sua scelta: l’eutanasia. Ma non ci riuscirà, perché la decisione ormai è stata presa: dopo sei mesi di accordo con i suoi genitori, andrà nella clinica per il suicidio assistito Dignitas.

L’eutanasia: scelta difficile o un capriccio?

Sam Claflin in "Io prima di te" - photo credits: Movieplayer
Sam Claflin in “Io prima di te” – photo credits: Movieplayer

Il film, oltre ai numerosi entusiasmi suscitati per la storia d’amore tra i due protagonisti, ha ricevuto non poche polemiche. Il pubblico cattolico e tradizionalista, ma anche quello disabile ha criticato Will Traynor accusandolo di aver preso la “strada più facile”. Perché non vivere una vita che sarebbe stata degna di essere vissuta comunque, accanto alle persone che ti amano? Perché non continuare ad essere, anche se su una sedia a rotelle? Perché a Will questo non bastava. Will una seconda occasione non la voleva, sentiva di non meritarla a pieno. Per lui non era abbastanza perché per lui quella non era vita. Il messaggio di “Io prima di te” non vuole essere “il protagonista muore perché è la via più facile“, ma “sceglie la libertà“, morire. È una storia che inevitabilmente colpisce, perché è una pellicola che va oltre il finale felice della coppia che “resta insieme nonostante tutto”.

E la loro storia d’amore?

Emilia Clarke in "Io prima di te" - photo credits: Tumblr
Emilia Clarke in “Io prima di te” – photo credits: Tumblr

Ma, quindi, Will abbandona Louisa al suo destino da povera ragazza innamorata? No. Louisa, dopo il tempo trascorso con Will e l’amore che ha provato, accetta la sua scelta di lasciarsi morire e va avanti, a Parigi, tra un croissant e l’altro. Ma Will non l’abbandona. È lì, con una lettera, dove le scrive che non deve stare male perché una parte della sua vita se n’è andata, ma di continuare a vivere, per se stessa. Perché lei ha quello che lui avrebbe voluto avere: la possibilità di vivere completamente. Poter osare, vivere la vita con coraggio e con un pizzico di follia, tanto quanto basta ad essere felici.

Tu hai cambiato la mia vita molto più di quanto questo denaro potrà mai cambiare la tua.
Non pensare a me troppo spesso. Non voglio pensarti in un mare di lacrime. Vivi bene.
Semplicemente, vivi.
 Con amore,
Will

E voi, cosa ne pensate?
Vi lasciamo il trailer per farvene un’idea – se non l’avete mai visto, e onestamente vi esortiamo a farlo subito.

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Luisa Scherillo

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