Io, Robot è un film del 2004 liberamente ispirato all’antologia omonima di Isaac Asimov. L’opera originale, scritta tra il 1940 e il 1950, contiene racconti basati sulle tre leggi della robotica, elemento che forse più di tutti fa da collegamento tra il libro di Asimov ed il film diretto da Alex Proyas.
1. Un robot non può recare danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto con la Prima Legge.
3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.
L’idea di Asimov era quella di creare un’opera futuristica, ambientata ovvero in una realtà nella quale prima o poi potremmo vivere, e di soffermarsi sull’esistenza dei robot e di una intelligenza artificiale in termini di sicurezza ed etica. Nel film Io, Robot queste tematiche vengono accennate lasciando più spazio all’azione che all’approfondimento morale, formando comunque l’elemento più interessante della sceneggiatura, che tuttavia si discosta abbastanza dal senso etico e dall’opera di Asimov.

La trama di Io, Robot
Ci troviamo in una Chicago del 2035. I robot sono diventati di uso comune, a partire da quelli domestici per finire con quelli che hanno preso il posto degli umani anche nei vari lavori, e vengono sostituiti come cellulari vecchi ogni volta che il mercato ne propone una versione aggiornata. Protagonista è un detective (Will Smith) che, andando controcorrente, è diffidente nei loro confronti in quanto crede che prima o poi essi si ribelleranno alle tre leggi e ai loro padroni umani. Quando è chiamato ad indagare sulla misteriosa morte dello scienziato fondatore dell’azienda produttrice dei robot, ed ideatore delle tre leggi, il detective si convince che il responsabile è proprio uno dei nuovi robot che stanno per essere lanciati sul mercato.

Anima metallica
La fotografia fredda aiuta ad orientarsi in un’ambientazione fatta di macchine, di metallo e di assuefazione umana alla comodità del possedere un robot. Il tema centrale è la diffidenza e l’odio del protagonista nei confronti di queste macchine dalle sembianze umanoidi, ma anche la convivenza tra un’intelligenza artificiale e gli umani. Il film si fonda su una domanda, fulcro narrativo anche del Ciclo dei Robot di Asimov: è possibile l’integrazione sociale tra gli uomini e macchine?
Tra inseguimenti, corse in auto e lotte corpo-umano a corpo-robot, le due ore di durata scorrono velocemente trasportando lo spettatore in un mondo in cui l’intelligenza artificiale potrebbe sopraffare quella umana. Io, Robot è un film d’azione che diverte, intrattiene e fa incuriosire lo spettatore riguardo l’opera originale, molto più profonda e complessa, dal quale è tratto. Will Smith è perfetto in un ruolo che sembra cucito sulle sue abilità e sulla sua fisicità, e il co-protagonista robotico gli fa da valida spalla fornendo un’anima a questo blockbuster.

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