Il gabinetto di sicurezza d’Israele ha approvato la proposta del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich e del ministro della Difesa Israel Katz per 19 nuove colonie in Cisgiordania. Negli ultimi tre anni sono state in tutto 69 i nuovi insediamenti approvati. “Su questo terreno blocchiamo l’istituzione di uno Stato palestinese terrorista. Continueremo a sviluppare, costruire e a insediarci sulla tera del nostro patrimonio ancestrale”, ha annunciato Smotrich.  

In questi ultimi anni, durante la guerra a Gaza, è aumentato di molto sia il numero delle colonie sia quello degli “avamposti”. Il governo ha approvato 69 nuove colonie, incluse quelle più recenti. Il gruppo di attivisti israeliano Peace Now ha contato più di 142 nuovi “avamposti” costruiti dai coloni tra il 2024 e il 2025: più di quelli di tutti i vent’anni precedenti.

Gli “avamposti” spesso sorgono attorno a preesistenti centri palestinesi, con l’obiettivo di circondarli. Una recente inchiesta del New York Times ha documentato questo accerchiamento nella zona di al Mughayyir. Il risultato è che la proliferazione delle colonie israeliane in Cisgiordania è ai massimi storici, come ha ribadito in questi giorni l’ONU.

Gli insediamenti sono ampiamente considerati illegali dal diritto internazionale.

Gli obiettivi principali della decisione — ha aggiunto Bezalel Smotrich, ministro delle Finanze — sono due: permettere “al popolo di Israele” di “tornare nella propria terra” e “bloccare la creazione di uno Stato terrorista palestinese”. Il nuovo piano, sottolinea la testata Haaretz, riguarda anche quattro insediamenti evacuati nel 2005 nell’ambito di una legge definita “di disimpegno” e che ora, secondo le intenzioni del governo Netanyahu, potranno essere ristabiliti.

Con questo piano il governo intende completare la rioccupazione delle quattro località della Cisgiordania da cui Israele si era ritirato nel 2005, quando aveva anche abbandonato le colonie nella Striscia di Gaza. Due di queste località, Homesh e Sa-Nur, erano incluse nel provvedimento di maggio; ora sono state aggiunte le ultime due, Ganim e Kadim. Delle 19 colonie approvate domenica, 11 saranno nuovi insediamenti, mentre 8 sostituiranno quelli che vengono definiti “avamposti”, dove alcuni coloni si insediano autonomamente, occupando terreni e costruendo abitazioni, anche prima del riconoscimento da parte del governo israeliano.