Cronaca

In Italia sempre più persone a rischio di povertà

Il rapporto ISTAT dello scorso 6 dicembre mostra uno scenario rischioso per il nostro paese. In Italia sta aumentando il numero di persone a rischio povertà.

Dalla crisi finanziaria del 2008, gli italiani sulla soglia di povertà sono aumentati di oltre tre milioni. Si tratta del maggiore aumento tra le nazioni europee. Nonostante il ritorno alla crescita economica dello scorso anno, la tendenza non si è arrestata.

Lo scorso anno le famiglie a reddito basso o senza occupazione ammontavano a circa 18 milioni (dati Eurostat).  Nello stesso periodo questa soglia è diminuita per diverse economie dell’area euro, soprattutto in Germania e nei paesi dell’est.

Quest’analisi fa coppia con il rapporto dell’ISTAT pubblicato il 6 dicembre, il quale ha rilevato una crescita del reddito disponibile e del potere di acquisto delle famiglie, ma un aumento della diseguaglianza economica e del rischio di povertà ed esclusione sociale.

Le stime prodotte parlano di un 30% di incidenza nello scorso anno, registrando il peggioramento rispetto all’anno precedente, quando la quota era pari al 28,7%. In un altro rapporto l’Istituto Nazionale di Statistica evidenzia che gli italiani che non riescono ad acquistare beni e servizi necessari sono 4,7 milioni, tre milioni in più rispetto al 2006. 

Il Mezzogiorno rimane l’area più esposta al rischio (46,9%). Minore il rischio al Nord (21% nord ovest, 17,1% nord est), ma comunque in aumento di circa 2 punti percentuali. Al centro la situazione interessa un quarto della popolazione (25,1%)

Per far fronte a questa emergenza, il governo ha recentemente istituito il REI (Reddito di inclusione), uno strumento destinato a queste fasce di popolazione, che possono ricevere fino a quasi 500 euro al mese. Questo tipo di ammortizzatore sociale, però, potrebbe non bastare: servirebbero tra i 5 e i 7 miliardi l’anno per raggiungere tutte le famiglie in difficoltà.

 

Marco Toti

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