Se da un lato l’Italia fa un passo in avanti verso una quotidianità meno sedentaria, dall’altro emerge un aumento di abitudini che possono portare a un rischio concreto per la salute. Questo, difatti, è quanto emerso dai dati Istat per l’anno 2025. Tra alcol, tabagismo e obesità i comportamenti dannosi sono numerosi e rappresentano un problema concreto per la salute, soprattutto nel lungo periodo.
In Italia riduzione di abitudini sedentarie, ma aumento dei fattori a rischio per la salute
Il consumo saltuario di alcol non è certo un crimine, e indubbiamente non rappresenterebbe un fattore a rischio se solo episodico. L’aspetto preoccupante che emerge dal report dell’Istat è, in realtà, un aumento del consumo abituale “eccedentario” di quest’ultimo. In termini numerici, parliamo dell’8,3% della popolazione. Per il binge drinking (o abbuffata d’alcol), che vede un consumo eccessivo limitato in un arco temporale ridotto, le percentuali sono pressoché simili (8,2%). L’altro tallone d’Achille degli italiani è proprio il fumo.
Si inizia a registrare il suo consumo elevato da una fascia d’età ridotta, tra i 18 e i 24 anni (22,9%), fino a raggiungere il livello più elevato tra i 25 e i 34 anni (27,4%). Tra i dati, poi, emerge un altro fatto a rischio che spesso viene sottovalutato o ritenuto meno grave di altri: l’uso della sigaretta elettronica. Questa, insieme ai prodotti a tabacco riscaldato non bruciato, è raddoppiata in 4 anni. Da un iniziale 3,9% nel 2021 a un 7,4% nel 2025.
L’unico miglioramento, come accennato poco prima, è proprio la riduzione di sedentarietà. Dal 2024, infatti, si è registrato un calo di -2,4 punti percentuali. Un dato indubbiamente positivo nonostante i livelli di inattività fisica continuino a interessare circa il 30% della popolazione. A questo poi si somma il numero di adulti in eccesso di peso che, pur essendo rimasto pressoché invariato, evidenzia un incremento dell’1,3% negli ultimi dieci anni (dal 9,8% all’11,6%). La principale ragione potrebbe essere ricondotta proprio ad abitudini alimentari scorrette.
Non solo dati, ma un rischio concreto per la salute
Questi, tuttavia, non sono solo numeri: rappresentano concreti fattori di rischio per la salute. Secondo il Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 tutto ciò, sommato alle condizioni ambientali e al contesto sociale, economico e culturale, è responsabile di circa il 60% delle malattie croniche non trasmissibili. L’epidemiologo a capo del dipartimento della Prevenzione, Giovanni Rezza, afferma: «Sovrappeso e obesità sono fattori di rischio importante per le malattie cardiocircolatorie, ma anche per la comparsa di alcuni tumori. Il fumo resta uno dei principali fattori di rischio per diverse patologie, così come l’alcol, con effetti che aumentano in relazione alla quantità assunta».
Rezza ribadisce quanto sia importante la prevenzione delle malattie oncologiche e che questa deve iniziare subito, da giovanissimi. Nell’intero contesto, poi, i dati mostrano come il 20% degli adolescenti siano sedentari o avvezzi a comportamenti scorretti. «Abuso di alcol, tabagismo, eccesso ponderale o alimentazione scorretta interessano infatti sempre più bambini e adolescenti» evidenzia invece Francesco Cognetti, presidente di Foce – Confederazione degli oncologi, cardiologi ed ematologi. Nel complesso, pur emergendo un dato positivo, gli altri ci rivelano quanto gli italiani debbano riflettere e ridurre abitudini e vizi che colpiscono direttamente la propria salute.
Stefania Cirillo





