Jay-Z riporta l’attenzione sulla faida tra Kendrick Lamar e Drake, che ha infiammato i media nel 2024 e che nell’anno successivo ha portato il rapper di Compton esibirsi nell’hall time del Super Bowl come headliner. In quell’occasione sul palco del Superdome di New Orleans, Jay Z aveva raggiunto il collega sul palco con il quale aveva duettato su Not Like Us, tra i brani che hanno infuocato il dissing con l’artista di Toronto.

Intervistato da GQ, la voce di Empire State Of Mind, ha affermato che il suo punto di vista sui due artisti si basa sullo stato attuale dei “quattro pilastri dell’hip-hop”, vale a dire “breakdance, graffiti, DJing e battle”. Jay Z sostiene inoltre che la breakdance “non è più in prima linea nel rap”, i graffiti ora “non fanno più parte dell’hip-hop” e “non conosci nemmeno più il DJ della metà degli artistiE l’ultimo pilastro è in lotta, al giorno d’oggi ci sono così tante cose negative che ne derivano che quasi vorresti che non accadesse.”

Jay Z, l’intervento su Drake e Kendrick

Il boss della Roc Nation, che in passato è stato protagonista di un dissing nei primi Duemila contro Nas, che era culminata con i brani Takeover e Either, si è soffermato sui due colleghi: “Le persone a cui piace Kendrick odiano Drake, qualunque cosa faccia. È come un attacco costante alla persona e a me non piace. Non so se sia utile per la nostra crescita il luogo in cui si verificano le conseguenze, soprattutto sui social media...Sta coinvolgendo anche i figli. Sembro il vecchio che agita il dito, ma penso che possiamo ottenere la stessa cosa, per quanto riguarda lo sparring con la musica, con collaborazioni più che rompere il tutto. Prima poteva sopportarlo perché non esistevano i social media...Il loro dissing è stato esagerato, avrei voluto non ci fosse stato”

Hai avuto la battle ed è stato divertente e poi sei andato avanti. Non so ste a questo punto ne valga la penaIn quest’epoca, le conseguenze negative sono tali da far quasi desiderare che non fosse mai successoNon so se combattere debba più far parte della cultura. Siamo cresciuti grazie alla breakdance.L’ultimo pilastro è in lotta, e queste sono tutte le cose che ne conseguono. Odio avere questo punto di vistaÈ chiaro che esiste un programma per mettere a tacere le voci nella nostra comunità, un programma fortemente di destra. E la cultura sta felicemente giocando in nome di questa folle sete della cultura Stan di avere qualcosa dall’altra parte. Viviamo un’epoca strana. Sono curioso di sapere come andrà a finire!”