Moda

John Galliano e quella collezione “clochards chic” per Dior nel 2000

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Da che mondo è mondo, l’arte è sempre stata uno specchio della realtà che è chiamata a rappresentare. Dalla scultura alla pittura, passando per la moda e l’architettura, negli anni ciascuna espressione artistica ha apportato qualcosa di nuovo alla società e allo stesso modo ha fatto suoi i valori del proprio tempo. Insomma, si potrebbe affermare che “ogni epoca ha la sua arte”. O forse, sarebbe meglio dire che “ogni epoca ha l’arte che si merita”. Un po’ quello che ci ha voluto rammentare John Galliano con la tanto famosa quanto criticata sfilata per la presentazione della sua collezione Haute Couture Primavera/Estate 2000 di Dior. Uno show che causò molta indignazione per la rappresentazione dei senzatetto parigini e che ancora oggi, a distanza di ventidue anni, continua a far discutere.

John Galliano, quando arte e mondo esterno vanno di pari passo

Conosciuto a livello internazionale per il suo genio creativo e per il suo spirito controverso, John Galliano è uno degli stilisti inglesi più noti di sempre. Nel corso della sua lunga carriera, ha avuto la possibilità di collaborare con alcune delle maison di moda più prestigiose, mettendo in risalto in più di un’occasione le sue inimitabili doti artistiche. Abilità nei tagli, sapienti mescolanze di materiali nobili e lucentezza nei colori. Sono questi i tratti distintivi del suo tocco e che lo hanno portato ad interfacciarsi con marchi del calibro di Givenchy, LVMH e Dior. E fu proprio quando ricoprì il ruolo di direttore artistico per il brand di Christian Dior che diede vita ad una delle serate più chiacchierate della Storia della moda.

Eravamo da poco entrati nel nuovo millennio e Galliano non si lasciò sfuggire l’opportunità di dare una scossa all’opinione pubblica. Per la nuova linea Primavera/Estate, infatti, decise di accendere i riflettori su una delle tematiche sociali più scottanti del momento: la vita dei senzatetto in Francia. Tra ganci, stracci, fili di ferro e vecchi giornali, prese ispirazioni dal modo di vestire dei vagabondi per creare un’autentica collezione “clochards chic”. Per intenderci, una di quelle che non si vedono tutti i giorni, ma che sono tremendamente attuali, così tanto da sembrare addirittura quasi esclusivamente astratte.

Ciò nonostante, al di là dei fraintendimenti e delle proteste che generò, Galliano riuscì in quello che era il suo intento. Dimostrò al mondo che la moda non è poi così distante dalla quotidianità. Mise in luce quegli angoli oscuri che la società contemporanea, il più delle volte, tende ad ignorare. D’altronde, la stessa Coco Chanel una volta disse che “la moda non è qualcosa che esiste solo negli abiti. La moda è nel cielo, nella strada, la moda ha a che fare con le idee, il nostro modo di vivere, che cosa sta accadendo“. E questo, si farebbe bene a ricordarselo più spesso.

Scritto da Diego Lanuto.

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