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John McDermott: “il primo ed il più giovane”

Essere come John McDermott ,“Il primo ed il più Giovane”, è un sogno di cui pochi possono vantarsi nella propria vita, in qualsiasi campo.

Una memoria negata

John McDermott ha questa possibilità, eppure entrambi questi due primati molto spesso gli vengono negati.
Nell’era dei film sui supereroi, lui, realmente “il primo ed il più giovane” è tranquillamente definibile “l’eroe dimenticato”.
Andiamo con ordine; nel 1895 nasce quello che è il secondo Major della storia, ossia lo US Open, che si aggiunge al The Open Championship.
Quando Rory Mcllroy vince il suo primo major a 22 anni, appunto lo US Open, è celebrato come il più giovane vincitore dai tempi di Bobby Jones.
La stessa cosa accade quando a vincere è Jordan Spieth, anche qui è rimarcato come sia dal 1923 che non c’è un vincitore così giovane.
Ma non è tutto, infatti nella memoria sportiva, il nome del primo giocatore Americano a cui è associata la vincita dello US Open, è quello di Francis Ouimet.
Eppure se scaviamo realmente in profondità, scopriamo che c’è un nome diverso a raccontare la storia Americana di questo prestigioso torneo.
Gli Americani aspettano ben 11 anni prima di poter annoverare un loro connazionale nell’albo d’oro del loro major casalingo, ossia il 1911.
Quel nome è John McDermott, che all’età di 19 anni 10 mesi e 14 giorni è indiscussamente il primo Americano a vincere lo US Open e il giocatore più giovane della storia a conquistare un major.

John Mcdermott
John McDermott con il trofeo. Phot Credits: Kellys Golf History

Le origini di John Mcdermott

McDermott, colui che è realmente “il primo ed il più giovane”, nasce a Philadelphia il 21 Agosto 1891.
Figlio di un postino, Mcdermott inizia a fare il caddy presso l’Aronimink Golf Club avvicinandosi così al golf.
In seguito, seppur un ottimo studente alla West Philadelphia High School, decide di abbandonare gli studi. Ormai John Mcdermott ha deciso, si dà anima e corpo al golf e per poterlo fare inizia a lavorare nei pro-shop.
Il ragazzo non beve, non fuma e non perde tempo: si allena otto ore al giorno, tanto che il suo regime di pratica è diventato leggendario.
I primi risultati di tutti questi sacrifici si vedono nel 1909 alla sua prima apparizione allo US Open dove si piazza 49°.
L’anno successivo vince il suo primo torneo da professionista, il Philadelphia Open Championship, che lo vedranno al 1° posto anche nel 1911 e 1913.
Lo storico di golf Robert Sommers dice di lui che “ha uno swing fluido e sciolto“, il che rende la sua affermazione un’investitura per il futuro.
Ed infatti nel 1910, alla sua seconda apparizione allo US Open, Mcdermott perde il torneo solo al play-off, ma ormai la sua ascesa è iniziata.

La sua sfrontatezza e le sue rivalità

John McDermott non ha solo il merito di vincere lo US Open come primo Americano, ma anche quello di ripetersi l’anno successivo. Le sue imprese non si fermano a questo, perchè Mcdermott detiene un altro considerevole primato.
Infatti, quando nel 1912 bissa la vittoria, per la prima volta nella storia, vince con un punteggio sotto il Par. Eppure McDermott è un puntino sfocato nella storia del golf e questo è dovuto in parte a due fattori.

Il primo: l’assenza sia nel 1911 che nel 1912 di due dei più grandi giocatori della storia, Harry Vardon e Ted Ray. Questo ha fatto nascere la domanda se John McDermott sia in grado di battere i migliori del mondo.
Il secondo motivo arriva con la risposta alla precedente domanda. Infatti, nel 1913, una settimana prima dello US Open, si gioca il torneo di Shawnee-on-Delaware.
Questa volta sono in campo sia McDermott che Vardon e Ray e il ragazzo dei primati si aggiudica il torneo con 8 colpi sui rivali.
Successivamente, davanti ai giornalisti, lo statunitense promise che i due campioni Britannici non avrebbero riportato oltre oceano il trofeo. Ovviamente questo suo discorso vanaglorioso ha fatto molto scalpore e attirato su di se molte critiche.
Sopratutto visto che non è la prima volta che McDermott si lascia andare a certe esternazioni.
Già nel 1910, dopo aver perso il play-off contro Alex Smith e questi cerca di consolarlo, la sua risposta è: “ti prendo l’anno prossimo, tu sei un gran “lout” (zoticone).

John Mcdermott
Gli spettatori dell’epoca Photo Credits: Getty Images/Popperfoto

Una stella sfortunata

Dopo il secondo successo allo US Open anche le finanze di John McDermott sbocciano copiose. Grazie alla linea di bastoni che porta il suo nome, alla promozione di palline da golf ed a remunerative partite dimostrative.
Quella che sembra ormai una carriera da stella e fuoriclasse indiscusso purtroppo non ha fatto i conti con il destino.
Nel 1913 pur vincendo il Western Open, lo Shawnee Open e il Philadelphia Open: perde lo US Open.
Il play-off a tre tra Vardon, Ray e Ouimet è vinto da quest’ultimo.
Quindi anche se il trofeo rimane negli USA, le sue esternazioni di vanità gli presentano il conto. A questo si aggiunge la perdita di molto denaro a causa di alcuni investimenti sbagliati.
John McDermott inizia a perdere fiducia, soprattutto dopo il 9° posto allo US Open del 1914.
Decide allora di tornare in Inghilterra per l’Open Championship, ma per un problema col viaggio, non arriva in tempo e non partecipa.
Se tutto questo già non bastasse, durante il viaggio di ritorno la sua nave si scontra con un altra nel canale della Manica.
Tutti i passeggeri sono costretti a scendere sulle scialuppe di salvataggio, ma questo avvenimento turba profondamente Mcdermott che non riesce a riprendersi.

La fine ingloriosa di John McDermott

Mesi dopo, completamente sfiduciato e in seguito a diversi esaurimenti nervosi, crolla a terra mentre sta entrando nella Clubhouse del Atlantic City Country Club.
Mcdermott viene ricoverato in un istituto mentale, il Norristown State Hospital for the Insane.
Una nuvola cupa di paranoia ormai lo accompagna tutto il tempo e la carriera di colui che è “il primo ed il più giovane” termina a soli 23 anni.
John passa il resto della sua vita fra ospedali psichiatrici con la compagnia delle sorelle Gertrude e Alice.
Leo Fraser, proprietario dell’ Atlantic City Country Club paga le sue cure negli ultimi anni di vita e istituisce la “Mcdermott Room”. Le sorelle in riconoscenza donano a Fraser una delle medaglie dello US Open, del valore di 40.000$.
In seguito la medaglia è stata donata alla USGA e ora si trova in mostra al museo USGA di Far Hills, New Jersey.

Nel 1971, lo US Open si gioca a Phladelphia e le sorelle accompagnano McDermott al torneo. Lasciato solo nella clubhouse, un giovane assistente, pensando fosse un intruso lo caccia dalla stanza.
Mentre viene allontanato, Arnold Palmer lo riconosce, allontana i dipendenti da lui e riporta l’anziano campione all’interno: pregandolo di restare come suo ospite.
Due mesi dopo, l’1 Agosto 1971 a 79 anni John McDermott muore nel sonno mettendo la parola fine ad un triste capitolo del golf.

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