Musica

John Paul Jones, il “quiet one” del rock

Una formazione che ha alle origini lo studio del pianoforte e poi dell’organo. Un poliedrico polistrumentista che nel corso degli anni Sessanta si fa strada fino a diventare uno dei bassisti più ambiti e ricercati dalle band. John Paul Jones è un vero talento del mondo della musica. Ha collaborato inizialmente con i più straordinari artisti della sua epoca: i Rolling Stones, Jeff Beck, Cat Stevens, Tom Jones e moltissimi altri. Successivamente nel 1986 si candiderà come bassista per i Led Zeppelin e, convincendoli con le sue abili capacità, entrerà a far parte della leggendaria band.

John Baldwin è il suo vero nome. Il nome d’arte che tutto il mondo oggi conosce gli fu suggerito da un amico in seguito alla visione del film Il grande capitano di John Farrow, in cui il protagonista si chiamava John Paul Jones. Un carattere introverso, un rapporto con alcol e droghe non eccessivo e poco dannoso, a differenza di molti artisti del suo tempo: per questo viene definito il “quiet one” del rock. Una personalità che spesso risultava essere in secondo piano rispetto a figure carismatiche e istrioniche come i suoi colleghi dei Led Zeppelin. Eppure il suo talento per la musica e la composizione furono essenziali per conferire ai Led il sound riconoscibile e inconfondibile che ancora oggi ammalia migliaia di fan. 

John Paul Jones con i Led Zeppelin

Il talento di John emerge soprattutto in pezzi come “Black Dog”, “Ramble On”, “The Lemon Song”, nei quali scrive delle geniali linee di basso che rimarranno nella storia e si mette alla prova con altri strumenti come la tastiera e il mandolino. Un ruolo fondamentale del celebre bassista fu quello di tenere unita la band, conciliare i caratteri degli altri tre membri e far funzionare l’ecosistema della famigerata band. Mantenere l’equilibrio: John Paul Jones tenne fede alla sua runa celtica di cui parleremo a breve!

Lui stesso infatti dichiarerà che la band litigava sì, come tutte le band, ma solo per questioni musicali, mai personali. Secondo il bassista era proprio questo il punto di forza che rese unici e indimenticabili i Led Zeppelin: ogni membro metteva del proprio nei brani, le canzoni venivano scritte non dal singolo, bensì dall’insieme. Ogni artista del gruppo riusciva ad esprimere se stesso tramite la musica che elaboravano durante le jam session e, partendo da lì, la lavoravano e la sviluppavano tutti insieme. Quando si dice che l’unione fa la forza, i Led ne sono la dimostrazione. 

Il Simbolo di John

I primi album dei Led Zeppelin uscirono senza titolo: l’ultimo di essi, Led Zeppelin IV, riporta sulla copertina dei misteriosi simboli. Nacquero, da questi simboli, fitte teorie legate al misticismo e all’esoterismo, di cui il chitarrista dei Led, Jimmy Page, era un appassionato. Tutto ciò generò fin dai primi anni di attività della band una curiosità e una fascinazione non indifferente. Ogni membro si scelse dunque un simbolo, una runa che lo rappresentasse. E così anche John Paul Jones ricercò la sua.

Simbolo di John Paul Jones- photo credits: cinquecosebelle.it
Simbolo di John Paul Jones- photo credits: cinquecosebelle.it

Il simbolo di John è una runa celtica, una triquetra che si trova nel Libro dei Segni di Rudolph Koch. Rappresenta un cerchio che si interseca con tre mandorle mistiche. Oltre a rappresentare l’idea della Trinità, vuole significare saggezza, tranquillità, competenza e equilibrio. Un simbolo che sa incarnare perfettamente l’indole del grande John Paul Jones: il geniale polistrumentista, il quiet one.

Giulia Scialò

Seguici su:

Twitter

Instagram

Facebook

Metropolitan Music

Spotify

Back to top button