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Coronavirus, Johnson&Johnson: niente vaccino. Un volontario sta male

L’azienda farmaceutica americana Johnson&Johnson ha dovuto interrompere le sperimentazioni sul vaccino contro il Coronavirus: uno dei volontari ha manifestato un “disturbo che non ha spiegazioni”.

PhotoCredit: dal web

Il volontario si è ammalato

In America, a Washington, la nota casa farmaceutica si è vista costretta a fermare gli studi che stava conducendo sul vaccino contro il Coronavirus. La causa: “eventi avversi”. Infatti, uno dei 60mila volontari per la fase finale della sperimentazione ha presentato un disturbo che, sostiene la Johnson&Johnson, “non ha spiegazioni”. Ciò che l’azienda non ha specificato è se la persona in questione si sia ammalata dopo aver assunto una dose del vaccino oppure un placebo. Ora, il volontario è sotto stretta osservazione. D’altra parte, lo stesso era accaduto lo scorso 6 settembre, ma alla ditta anglo-svedese AstraZeneca, che produce il vaccino di Oxford.

Le dichiarazioni della Johnson&Johnson

La Johnson&Johnson ha dichiarato che gli incidenti di questo tipo siano “una parte prevista di qualsiasi studio clinico, in particolare studi di grandi dimensioni”. La casa farmaceutica ha poi aggiunto: “Sulla base del nostro forte impegno per la sicurezza, tutti gli studi clinici condotti dalle società farmaceutiche Janssen di Johnson & Johnson hanno linee guida prespecificate. Queste assicurano che i nostri studi possano essere sospesi se viene segnalato un evento avverso grave inaspettato che potrebbe essere correlato a un vaccino o al farmaco in studio, quindi può esserci un’attenta revisione di tutte le informazioni mediche prima di decidere se riavviare lo studio.

Ancora nessun vaccino contro il Coronavirus

Ad oggi, sono circa 300 i vaccini che si stanno studiando nel mondo: soltanto 30 sperimentati sugli uomini, soltanto 10 giunti alle fasi finali. Johnson&Johnson ed AstraZeneca non sono neanche le aziende più all’avanguardia. Se si muove da una visione ottimistica, un vaccino potrebbe essere pronto nel mese di novembre, ma, con alte probabilità, sarà invece disponibile verso la fine dell’anno.

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