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Jujutsu Kaisen, l’anime da recuperare su Chrunchyroll

Il destino intercede sulla strada di Yuji Itadori, uno studente del liceo che ingoia il dito/talismano di Sakuna, un potente spirito riconosciuto come il Re delle Maledizioni che, come racconta la leggenda, neanche la morte è riuscita a sconfiggere. Infatti, le sue venti dita indistruttibili hanno attraversato i secoli come oggetti maledetti, accrescendo il loro potere. Quando Itadori ingoia quel dito per proteggere i suoi amici da un’altra maledizione, Sakuna prende in ostaggio il suo corpo strappandogli il cuore e costringendolo a un accordo vincolante. D’altra parte il giovane Itadori riesce a strappare al demone qualche vantaggio visto che, anche grazie all’intercessione di Satoru Gojo (lo stregone più potente del mondo), è riuscito a scampare alla pena di morte da parte del consiglio dell’Istituto di Arti Occulte di Tokyo: il tempo guadagnato da Itadori servirà a cercare il resto delle diciannove dita di Sakuna, ingoiarle e poi essere ucciso così da porre fine una volta per tutte alla minaccia del Re Maledetto. Per tenere sotto controllo Itadori e Sakuna, il consiglio decide di affidare la sua formazione come stregone a Gojo e, da quel momento, insieme ad altri ragazzi e altre ragazze (e un panda) del primo anno, inizierà un viaggio per scoprire chi è o cosa è disposto a perdere pur di diventarlo.

La convivenza con il mostro, alleanza e amicizia

Jujutsu Kaisen

Jujutsu Kaisen è tratto da un manga horror scritto e disegnato da Gege Akutami e fa parte della categoria shōnen a cui ovviamente non vi è più attribuito lo stesso significato tradizionale, cioé di un prodotto indirizzato a un pubblico maschile, ma il suo bacino di utenza si è allargato a un pubblico di giovani adultǝ di qualsiasi genere, divenendo molto più tentacolare e contaminato. Uno dei migliori manga/anime shōnen al mondo ancora in produzione è One piece (1997-in corso) oppure il più giovane Demon Slayer (2016-2020). Uno degli elementi più belli dell’anime Jujutsu Kaisen è in assoluto la minuziosità con cui sono costruiti e mostrati i combattimenti: sanguinolenti, disgustosi e accompagnati da musica metal e hardcore. Eppure sembra che, allo stesso tempo, riesca ad aggiungere al racconto un ingrediente segreto in più, difficile da spiegare, perché va a insediarsi in rocambolesche emozioni stagnanti della nostra psiche.

Jujutsu Kaisen vive il nostro tempo, si nutre della nostra cultura, parla a un pubblico connesso e ibrido attraversando diversi linguaggi e rimanendo fedele alla propria storica intoccabile tradizione orientale. Jujutsu Kaisen non trasporta in un mondo fantastico ma svela i mostri che si annidano nel nostro: tutti gli esseri viventi emanano la cosiddetta energia malefica, che scaturisce dalle emozioni negative da cui nascono le Maledizioni. Gli stregoni riescono a controllare il flusso di energia malefica che può essere allenata e sviluppata e, infine, confluire nelle tecniche maledette. Jujutsu Kaisen accosta la deliziosa estetica violenta e la scelta di una colonna sonora perfetta a grande talento narrativo, riuscendo a coniugare istanze chiave nella riuscita di un anime del genere; il quale, nel corso degli anni, ci ha abituati nella reiterazione abituale e scontata di personaggi di poco spessore.

Jujutsu Kaisen 0 e l’annuncio della seconda stagione

Dopo pochi mesi dal finale di stagione della serie anime, distribuita in Italia su Chrunchyroll, lo studio giapponese ha deciso di cavalcare l’onda del successo ottenuto con Jujutsu Kaisen e ha distribuito il film prequel Jujutsu Kaisen 0: aprendo letteralmente una voragine tra ciò che la stagione mostrava e le potenzialità infinite che il mondo di Jujutsu ha effettivamente da offrire. Il film 0 è stato lo spartiacque necessario a capire che l’anime parla di trame complesse servendosi, come solito, di tematiche e stereotipi facili. Per questo aspettiamo con trepidazione il prossimo anno per riuscire a capire di più della storia di Itadori, Sakuna e Gojo con l’arrivo della seconda stagione.

Di fatto l’universo Jujutsu Kaisen racconta della convivenza con il mostro, della possibilità di lasciarlo andare rimanendone annichiliti e della possibilità di riuscire a dominarlo o, ancora meglio, come nel caso di Itadori, riuscire a stabilirne un patto, infine amarlo. In fondo, l’unica possibilità che abbiamo in tempi così difficili sembrerebbe quella di svelare il vero volto di quei mostri che ci fanno paura, per capire, quindi, che non dobbiamo per forza combatterli (e neanche amarli) basterebbe solo imparare a conviverci, poi chissà.

Benedetta Vicanolo

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