Presentato al Be Afraid Horror Fest, Karaoke Night è un corto portoghese che unisce il revenge movie al creature feature, sviscerando le più famose teorie di genere e dandoci in pasto a un’eroina davvero poco disposta ai compromessi e al suo… aiutante.

Karaoke Night: don’t fuck with a lolita

La protagonista di Karaoke Night è una modernissima lolita: carina, giovane, sicura di sé e della propria bellezza e con la passione per il canto, che mette in pratica in un locale dove si diletta al karaoke. Proprio qui due turisti ubriachi e molesti la punteranno e faranno una scommessa su chi dei due dovrà, a ogni costo, avere un rapporto sessuale con lei.

Durante questa sequenza lo sguardo della macchina da presa segue quello dei due uomini (male gaze), che si soffermerà sulla gonna corta e le calze autoreggenti della ragazza. Lo spettatore prende subito coscienza di questo cambiamento dell’interpretazione registica quando a uno dei due, Pablo, viene servito uno shot in un bicchiere a forma di busto femminile; l’uomo toccherà “il seno” dell’oggetto e possiederà al contempo con lo sguardo la ragazza, volendo passare all’atto successivo, ovvero il rapporto sessuale.
Il tutto è accompagnato da una canzone con un testo ammiccante, che i due interpretano come un lasciapassare al rapporto (possibile cercarsela anche solo cantando una canzone?).

Molestia sessuale: nelle profondità del climax

Sembra proprio che sia Pablo il fortunato vincitore della scommessa, che così si reca a cercare la ragazza, molestandola prima verbalmente e poi fisicamente. Ma le sue intenzioni sono troncate sul nascere, visto che per tutta risposta riceve un calcio tra le gambe.
L’umiliazione, però, nelle molestie deve essere a senso unico, e cioè della vittima: Pablo, ormai completamente ubriaco, fingerà di aver avuto un rapporto sessuale con la ragazza, continuando a riservarle appellativi poco lusinghieri.

Ma la vendetta, si sa, è un piatto che va servito freddo, e all’improvviso. Una gigante creatura fallomorfa aggredisce Pablo, ricambiando con la stessa moneta le molestie che aveva riservato alla ragazza. La creatura è dotata di un pene dentato che ribalta la concezione psicanalitica dei gender studies della terrificante vagina dentata: ciò di cui l’uomo deve avere paura non è della donna, ma di se stesso e della propria brutalità.
Mentre Pablo sta subendo violenza sessuale, la ragazza torna, sostituendo al lecca lecca una pistola: riserva un’ultima umiliazione all’uomo, e poi gli spara.

E adesso? Cosa ne sarà della giovane lolita e del suo “amico”?

Plot twist. La ragazza era stata per tutto il tempo d’accordo con il gestore del locale: il loro scopo, infatti, è quello di adescare gli stupratori proprio come questi farebbero con le ragazze, e fargli vivere gli stessi identici incubi che sono costrette a subire le vittime di violenza sessuale. La ragazza, come una moderna cacciatrice di vampiri, ha lo scopo di estirpare questo germe dal mondo, e per farlo si serve della sua arma più potente, la stessa caratteristica di cui Pablo voleva approfittare: la sua bellezza.

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Crediti fotografici: portlandhorrorfilmfestival.com

CHIARA COZZI