Musica

Kayla Trillgore: “Morfina? Ho voluto raccontare una cosa molto personale”

Kayla Trillgore è una giovane artista dal sangue metà rumeno e metà arabo, che cresce in Italia e si appassiona alla musica e alla scrittura. “Morfina” è il suo nuovo singolo, un brano intimo, personale e che racconta di esperienze vissute in prima persona dalla cantautrice: “Mi sono trovata faccia a faccia con la morte e non è facile dimenticarsi il suo volto“. Una canzone molto particolare, ma da ascoltare con grande interesse e che vede all’interno tante influenze musicali. In anteprima ecco la nostra intervista.

Questa la nostra intervista alla giovane cantautrice Kayla Trillgore

MM: Ciao Kayla, come stai e come stai vivendo questo periodo di forte incertezza?

KT: «Ciao! Senza considerare la ciclotimia in realtà stranamente bene, mi sento fortunata e piena di energia, è un po’ stressante non poterla sfruttare come vorrei e a volte mi lascio travolgere dall’ansia. Cerco di trovare un equilibrio».

MM: Al tuo interno si mescolano diverse culture, quanto sono state importanti per il tuo credo musicale?

KT: «Apparentemente poco, anche perché non ho avuto modo di vivere a fondo le mie radici e ciò mi dispiace, mi rendo conto che senza quei dogmi religiosi e sociali che mi circondavano e andavano stretti, non avrei sviluppato quella tensione alla contro-tendenza che poi mi ha portata a sperimentare e avvicinarmi in certi ambienti».

MM: “Morfina” è il tuo nuovo brano, ma cosa ci puoi raccontare di questo pezzo?

KT: «Ho voluto raccontare una cosa molto personale, un evento specifico ma che in realtà si è dilatato in me nel profondo tormentandomi per anni, insieme ad una serie di altri avvenimenti che hanno inciso sulla mia salute mentale e fisica. Mi sono trovata faccia a faccia con la morte e non è facile dimenticarsi il suo volto, e non è nemmeno giusto farlo».

MM: Nel brano si percepisce una forte rabbia e una grande sofferenza. È per questo che hai scelto come titolo un farmaco utilizzato per il trattamento contro il dolore?

KT: «In realtà faccio riferimento al farmaco per esperienza diretta e poi lo estendo a metafora. Ho voluto raccontare la sensazione che ho provato risvegliandomi dopo un’operazione d’urgenza e come poi, svanito  l’effetto, il dolore fisico ed emotivo sia esploso, spingendomi negli anni a cercare di anestetizzarlo in diversi modi».

MM: In questo brano, come detto, racconti delle sensazioni forti, ma la musica per te è una valvola di sfogo?

KT: «Penso che per tutti sia un po’ così, a prescindere dal mood o dal genere. Diventa un modo per sublimare il dolore ma anche enfatizzare la gioia. Sono convinta che sia uno strumento magico nel senso rituale del termine, con il potere di interconnettere».

MM: Definisci la tua musica come: un’orgia wicca tra sonorità electro, nu emo e trap metal.  Quanto è importante sperimentare per te e per la tua musica?

KT: «Molto, tutto scorre e arriva da più fonti, quindi mi viene spontaneo unire e seguire i flussi. Cerco sempre di arricchirmi di input e cose nuove».

MM: Per una cantante il live è essenziale, come stai vivendo questa assenza?

KT: «Mi dispiace non avere l’opportunità di esercitarmi nelle performance, ma ne approfitto per imparare cose nuove come la produzione strumentale».

MM: Nella tua musica c’è la possibilità di intravedere anche uno spiraglio di luce o regna solo l’oscurità?

KT: «Nei miei testi c’è molta Luce, già solo il fatto che sia un atto di sublimazione la rende luminosa. Credo che l’ombra sia necessaria altrimenti saremmo folgorati dalla luce abbagliante e diretta, anche per questo utilizzo spesso l’archetipo della Luna, che la riflette. La mia musica, così come tutto, non è solo il buio della luna nuova ma tutto il ciclo, con tutte le sue fasi di luci riflesse e ombre. Ho scritto tanto sull’importanza della Luce, anche alcuni inediti che spero di farvi ascoltare presto».

MM: Dopo “Morfina” ci sarà anche un album?

KT: «Ho diversi progetti in mente, per ora non svelo nulla ma spero di poter uscire presto con un disco».

MM: Il 22 marzo si farà un contest che vede protagonista il tuo brano. Di cosa si tratta per la precisione?

KT: «Lancerò un contest rivolto a dj e producer chiedendo di remixare Morfina, stravolgerla. Il vincitore farà parte di un EP in cui sto includendo diverse versioni del brano».

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