Compie 31 anni il giapponese Kei Nishikori, nel circuito ATP dal 2007 ed in grado durante questi anni di togliersi più di qualche soddisfazione. Vincitore di 12 titoli ATP e primo nipponico a raggiungere una finale Slam dal 1920, occupa attualmente la posizione numero 41 nel ranking mondiale. In occasione del suo compleanno, conosciamo meglio questo giocatore che è riuscito a riportare il tennis nipponico ad alti livelli.

Un 2020 da dimenticare, con vista su Tokyo 2021

La stagione appena trascorsa non è stata, per Nishikori, la migliore della sua carriera. A seguito dell’operazione svolta nell’ottobre del 2019 per rimediare ai dolori al braccio e al gomito, Nishikori salta per intero la prima parte della stagione. Proprio quando sembrava prossimo al rientro, in estate, risulta positivo al Covid-19 ed è costretto a fermarsi di nuovo. Il tampone effettuato nel mese di agosto dà esito negativo, e sarebbe pronto per rientrare agli U.S. Open. Ma dopo quasi un anno di inattività decide di dare forfait, specie in un torneo che si decide al meglio dei cinque set. L’esordio stagionale avviene all’ATP 250 di Kitzbuhel, dove viene eliminato al primo turno da Kekmanovic. Viene eliminato al secondo turno dal nostro Lorenzo Musetti agli internazionali d’Italia, e chiude la sua stagione con il secondo turno al Roland Garros.

Nella sfortunata stagione, la sola consolazione per Kei Nishikori è il rinvio delle olimpiadi di Tokyo al 2021. Se i giochi olimpici si fossero tenuti quest’anno, infatti, non avrebbe avuto alcuna possibilità di partecipare. Lo slittamento dei giochi, a causa della pandemia, ha dato in questo senso una seconda chance al tennista nipponico che di certo vorrà sfruttare al meglio. Oltre al fascino di giocare un’olimpiade, motivo in più per fare bene è il fatto che si giochi nella propria terra d’origine.

Dall’esordio nel circuito ATP allo stop forzato

L’esordio nell’ATP tour avviene, per Kei Nishikori, all’età di 17 anni durante l’ATP International Series di Los Angeles. Superate le qualificazioni, non riesce a trovare la prima vittoria uscendo al primo turno per mano di Wesley Moodie. La prima vittoria targata ATP arriverà una settimana più tardi, quando al torneo di Indianapolis sconfigge il colombiano Alejando Falla per 6-4, 6-3. Soltanto nel 2008, nell’International Tennis Championships di Delray Beach, arriva il primo titolo ATP. Partito dalle qualificazioni e numero 244 nel ranking, sconfigge in finale per 3-6, 6-4, 6-1 l’americano James Blake. Il buon 2008 di Nishikori si chiude con l’esordio nella squadra giapponese di Coppa Davis e con il raggiungimento della 63esima posizione nel ranking.

Kei Nishikori -  Photo Credits: Wikipedia
Kei Nishikori – Photo Credits: Wikipedia

Dopo le due buone stagioni disputate, quella del 2009 dovrebbe essere per Nishikori la stagione della consacrazione. Purtroppo per lui non sarà così, in quanto un infortunio al gomito lo costringe ai box da marzo, per poi operarsi in agosto. Il rientro nel circuito avviene solamente nel febbraio del 2010, nel Delray Beach International Tennis Championships dove esce al primo turno. Costretto ad altre sette settimane di inattività, perde tutti i punti ATP ed esce dal ranking mondiale. Grazie alla vittoria di alcuni Challenger e al terzo turno agli U.S. Open, riesce a concludere il 2010 nella top 100.

Tra il 2014 e il 2015 l’apice della sua carriera

La stagione della consacrazione, per Nishikori, è quella del 2014. Dopo aver raggiunto gli ottavi agli Australian Open, conquista il suo quarto titolo in carriera all’ATP 250 di Memphis. Dopo aver battuto Roger Federer nei quarti di finale, a Miami ottiene la sua seconda semifinale in un Master 1000 che però non giocherà a causa di un risentimento inguinale. La stagione sulla terra rossa porta altre soddisfazioni a Kei: vince il quinto titolo ATP al torneo Godò di Barcellona, si arrende solamente a Nadal nella finale del Master di Madrid. Tuttavia, il risultato più importante ottenuto in stagione è la finale degli U.S. Open. Dopo aver sconfitto Wawrinka nei quarti e Djokovic in semifinale, in finale deve arrendersi con un triplo 6-3 a Marin Cilic. Il risultato è comunque storico, in quanto Nishikori è il primo nipponico a raggiungere una finale Slam dopo Zenzo Shimizu, nel 1920.

Anche il 2015 è stato, seppur per motivi diversi, uno dei miglior anni della carriera di Kei Nishikori. Raggiunge i quarti di finale in due dei quattro grandi Slam, Australian Open e Roland Garros. Riesce nell’impresa di vincere il torneo di Memphis per tre anni consecutivi, e raggiunge la finale nel torneo di Acapulco, in Messico, dove si arrende a David Ferrer. I buoni risultati conseguiti gli valgono quello che è, tutt’ora, il suo best ranking: la posizione numero 4. Durante la stagione farà in tempo a vincere altri due tornei ATP: l’ATP 500 di Barcellona e di Washington.

Gli ultimi anni tra alti e bassi
Kei Nishikori - Photo Credits: instagram/@keinishikori
Kei Nishikori – Photo Credits: instagram/@keinishikori

Gli ultimi anni di carriera, dal 2016 al 2019, non sono stati altrettanto esaltanti per Nishikori. Sicuramente è riuscito a togliersi alcune soddisfazioni, come la medaglia di bronzo alle Olimpiadi 2016 di Rio. Sempre nel 2016 ha vinto il suo undicesimo titolo ATP, il solito ATP 250 di Memphis. Il 2017 è stato caratterizzato da un altro brutto infortunio al polso, mentre nel 2018 centra nuovamente la semifinale agli U.S. Open dove viene sconfitto da Djokovic. Il 2019, come si è detto, lo ha visto infortunarsi nuovamente e costretto ad una nuova operazione. Prima della nuova sosta ai box, tuttavia, Kei Nishikori si è regalato i quarti di finale di tre slam su quattro: Australian Open, Roland Garros e Wimbledon.

Una carriera segnata da molti infortuni, che probabilmente lo hanno notevolmente condizionato non riuscendo ad essere mai veramente costante. Nonostante questo, Kei è sicuramente un tennista di medio/alto livello, oltre che molto amato all’interno del circuito. Con la speranza che il 2021 possa essere un’annata positiva, e che possa togliersi delle soddisfazioni nelle Olimpiadi di casa.

Buon Compleanno, Kei.

MATTEO PROIETTI

Per le foto:
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