Oggi compie 65 anni Kenneth Branagh, l’uomo che ha portato William Shakespeare nel XXI secolo, amandolo prima, riadattandolo poi. Nel ruolo di regista e sceneggiatore ha dato nuova vita alla tradizione narrativa d’Oltremanica, sugellando uno sposalizio inedito tra antico e moderno, classico e medioevale, il vecchio e il nuovo cinema. Sempre con grazia ed intelligenza ha dato al cinema forse anche più di ciò che si vede a sipario scoperto.
Dall’Irlanda del Nord: un cinema senza tempo
Nato a Belfast il 10 dicembre del 1960, Sir Kenneth Charles Branagh, si definisce un irlandese in America. E difatti non ha mai lasciato le sue radici nordiche, traghettando nella cultura pop americana il fascino britannico ed irlandese. A William Shakespeare la sua grande devozione. Ha debuttato nel 1988 dirigendo svariati adattamenti delle opere di Sir Shakespeare, tra le quali le più importanti sono Enrico V, Molto rumore per nulla, Hamlet, Pene d’amor perdute, As You Like It- Come vi piace. Dalle pagine 500esche del dramma inglese nascono film di grande bellezza e che trasudano dell’amore di Branagh per il cinema e per le sue origini, lasciando un marchio nell’olimpo cinematografico di ogni tempo.

Dalla storia di Enrico V, una regia integerrima
Non solo adattatore di talento, ma anche regista. Kenneth Branagh riesce a dipingere immagini in movimento attraverso le storie letterarie che l’hanno appassionato. Nel mondo di Shakespeare si cala e raccoglie i fiori ancora in vita di una tradizione luminosa. Prendiamo a sostegno di questa tesi un unico semplice esempio: Enrico V. Il film, uscito nel 1989, segna il suo debutto alla regia e marchia a fuoco il genere storico e drammatico. Enrico V è un dramma epico di altissimo livello, in cui a fare da protagonista è la fotografia meravigliosa di Kenneth Macmillan. Oltre alla regia, ai costumi e alla sceneggiatura non possiamo non toglierci il cappello dinanzi alla bravura di Branagh, che è anche attore del film, nei panni del Re d’Inghilterra. Completo e perfetto appare il suo primo film da regista. Un biglietto da visita per una carriera spianata e dalla talentuosissima creatività.
Da Harry Potter a Oppenheimer
Come regista attraversa numerose storie. Da L’altro delitto, Frankenstein di Mary Shelley, fino a Cenerentola e al suo acclamatissimo Assassinio sull’Orient Express del 2017. Il volto di Kenneth Branagh, dallo stampo irlandese e fortemente riconoscibile, in realtà non ha mai trovato una maschera prediletta. Per alcuni è colui che “ha vinto il concorso di sorriso più bello dell’anno” come recita il suo spavaldo personaggio Gilderoy Lockhart, in Harry Potter e la camera dei segreti. Per altri è l’artista Laurence Olivier nel film documentario Marylin del 2011, dal fascino profondo e misterioso. L’attore però, ha preso parte a tanti film, di vario genere, in cui si è sempre rivelato perfettamente all’altezza dei suoi ruoli, corroborando la sua carriera anche con personaggi secondari e meno in vista. Famoso anche per i film: Cospiracy- Soluzione finale, del 2001, e Operazione Valchiria del 2008. Ha prestato il suo contributo alla filmografia di Christoper Nolan, figurando in ben tre film: Dunkirk, Tenet, e l’ultimo, Oppenheimer.

Un cineasta brillante e una fucina di idee
Compie 65 anni uno dei cineasti più brillanti della sua generazione e che potrebbe ancora dare molto al cinema, come attore e come regista. Tanta la stima guadagnata dai suoi colleghi e dal pubblico che ha amato in primis la sua forte passione per il cinema e il teatro, calato a gocce nei film a cui ha dato vita. Il suo ultimo film è Assassinio a Venezia del 2023, ma siamo sicuri che qualcosa arriverà, perché no, magari dal passato, attingendo ancora una volta a miti e storie epiche che il cinema contemporaneo dovrebbe riscoprire.





