Esteri

Kim Jong-un: “Con gli Usa prepariamoci al dialogo e scontro”

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Di fronte alla freddezza della amministrazione democratica che non ha sinora dato segnali di voler fare concessioni alla Corea del Nord, il leader nordcoreano Kim Jong-un torna a farsi sentire mediaticamente. “La Corea del Nord deve essere pronta sia al dialogo che allo scontro con gli Usa, e in particolare  allo scontro, per difendere la dignità nazionale”: ha detto Kim davanti al comitato centrale del Partito del Lavoro dove ha illustrato “le tendenze politiche” della nuova amministrazione americana.

Kim Jong-un ha tracciato la strada per difendere “la dignità, gli interessi e la sicurezza” del Paese, ha riferito l’agenzia ufficiale Kcna. Il 37enne leader nordcoreano ha esortato “ad adeguarsi prontamente e in modo acuto a un quadro in rapida evoluzione concentrando gli sforzi sul mantenimento di uno stabile controllo sulla pensiola coreana”. Pyongyang ha già accusato Biden di perseguire “una politica ostile e ha definito “un grosso errore” la sua affermazione di voler contrastare il programma nucleare nordcoreeano “con la diplomazia e una dura deterrenza”. Nel 2019 il Nord aveva sostenuto che Biden andrebbe “bastonato a morte”.

L’attuale presidente americano aveva avvertito che non è intenzionato a riunirsi con Kim, come aveva fatto il suo predecessore Donald Trump, a meno che non vi sia un piano concreto per negoziare sull’arsenale nucleare nordcoreano. La Casa Bianca sostiene di voler perseguire “un approccio calibrato e pratico” con Pyongyang che dal 2006 ha eseguito sei test atomici. 

Cosa succederebbe se Kim Jong-un dovesse morire

Manovre di regime a Pyongyang volte a preparare il campo di un possibile “worst case scenario”: la morte o una malattia grave di Kim Jong Un. In pratica, sono state create due nuove figure di vertice – del tutto inedite nella storia della Corea del Nord – il cui scopo sarebbe quello di permettere al leader supremo di delegare il potere. Con lo scopo ultimo di garantire la tenuta del Paese in caso di uno tsunami istituzionale ai suoi vertici. A quanto scrive Nk News, al suo congresso di gennaio il Partito dei lavoratori della Corea ha approvato un nuovo regolamento interno.

Il documento – di cui il sito che raccoglie informazioni sulla Corea del Nord è adesso entrato in possesso – “chiaramente indica che Kim Jong-un e la sua cerchia ristretta ritengono di andare incontro ad un periodo di grandi difficoltà”. In particolare, “gli articoli 26 e 28 del nuovo statuto introducono aggiustamenti istituzionali, notevoli e senza precedenti, volti a prepararsi ad una potenziale emergenza che riguarda lo stesso Kim”.

Il primo articolo, spiega NkNews, introduce la figura del “primo segretario” del partito dei lavoratori, in una forma inedita: seppure teoricamente rivestita da Kim tra il 2012 e il 2018, si trattava di una semplice ‘job description’ del leader supremo, modificata non a caso nella più risonante carica di segretario generale. Ma a detta del sito con sede a Seul, il testo del nuovo regolamento chiarisce che il primo segretario d’ora in poi sarà il vice del segretario generale.

“Per fare un confronto – scrive NkNews – è come se la Corea del Nord introducesse improvvisamente ai propri vertici l’equivalente del vice presidente. Si tratta di un fatto inusuale: nessun altro partito comunista al potere ha mai definito formalmente una posizione di un secondo al comando, ossia di un vero e proprio leader supremo in attesa“.

L’articolo 28, invece, descrive le funzioni del Comitato permanente del Politburo: composto da cinque persone, in pratica è il più alto organo esecutivo del Paese. La nuova definizione afferma ora esplicitamente che uno qualsiasi dei membri del Comitato può presiedere una riunione del Politburo se questa sarà la decisione del segretario generale. “In altre parole”, aggiunge il sito, “i due articoli creano qualcosa che non abbiamo mai visto prima: una struttura chiaramente definita e formalizzata che permette a Kim di delegare il proprio potere e di evitare la propria partecipazione diretta negli affari quotidiani dello Stato”.

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