Cinema

Kim Ki-duk: lutto nel mondo del cinema, addio al grande regista asiatico

Nuovo lutto in questo terribile 2020: il regista sudcoreano Kim Ki-duk è morto all’età di 59 anni. La notizia è stata diffusa dal sito delfi.lt, secondo la ricostruzione dei colleghi, il celebre cineasta asiatico sarebbe stato ucciso da complicazioni correlate al coronavirus. L’autore di Bonghwa era arrivato in Lettonia lo scorso 20 novembre per l’acquisto di una casa nella località marittima di Jurmala, secondo le testimonianze. Kim Ki-duk è stato uno dei punti di riferimento del cinema asiatico negli ultimi anni, da sempre molto impegnato nella vita sociale e politica del suo paese, ha raccolto numerosi riconoscimenti con opere in grado di tracciare un solco nella cinematografia internazionale.

Il palmares fa invidia a tutti

Kim Ki-duk alla Moatra Internazionale d'Arte Cinematografica della Biennale di Venezia - © tutti i diritti riservati
Kim Ki-duk alla Moatra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia – © tutti i diritti riservati

Kim Ki-duk si è assicurato nel corso della sua carriera un Leone d’Oro, un Leone d’argento alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e anche il premio Un Certain Regard al Festival di Cannes. Il primo film risale al 1996, Coccodrillo, ma il successo internazionale arriva all’inizio del 2000 con Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera, un bellissimo film ambientato in un eremo buddhista e che racconta la vita di un monaco attraverso le stagioni della sua vita.

Il 2004 è un anno prezioso: La samaritana vince l’Orso d’oro per la miglior regia al 54° Festival del Cinema di Berlino e ancora un altro successo con Ferro 3 – La casa vuota, aggiudicandosi la candidatura al David di Donatello come miglior film straniero, mentre il 2012 è la volta del prestigioso Leone d’Oro con il meraviglioso Pietà, titolo che fa riferimento all’opera di Michelangelo. Torna al Lido nel 2016 con Il prigioniero coreano, distribuito nelle sale italiane nel 2018. Con la morte di Kim Ki-duk perdiamo un importante maestro di cinema nonché grandissimo autore.

"Pietà" di Kim Ki-duk, titolo che fa riferimento all’opera di Michelangelo , titolo che fa riferimento all’opera di Michelangelo - © tutti i diritti riservati
Pietà” di Kim Ki-duk, titolo che fa riferimento all’opera di Michelangelo© tutti i diritti riservati

Kim Ki-duk: la vita militare e l’arte del Cinema

Kim Ki-duk si trasferisce da bambino a Seoul, studia per incanalarsi nel settore agricolo, ma problemi familiari lo costringeranno a lasciare gli studi e arruolarsi. La vita da militare nell’esercito influenza moltissimo il suo modo di approcciarsi alle persone e il suo cinema. Per fortuna, ad un certo momento della sua vita.

Nel 1992 torna in Corea dove vince un premio della Korea Film Commission per la migliore sceneggiatura di Jaywalking. La passione per l’arte, coltivata da sempre, ad un certo punto prende il sopravvento e lo spinge ad abbandonare la patria in direzione dell’Europa. Sarà Parigi ad accoglierlo col suo fascino bohémien. Qui vive di arte, dei suoi dipinti e comincia anche a scrivere sceneggiature per il cinema.

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Giuliana Aglio

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Giuliana Aglio

Laureanda in Scienze Politiche delle Relazioni Internazionali e Diplomatiche: Storia, Cultura, Mondo, Attualità, presso Unict. Amante della fotografia e della Settima Arte visionaria, come testimonianza storica d'impegno civile e documentaria, costantemente ispirata dal naturalista David Attenborough e da registi del calibro di Steven Spielberg, Martin Scorsese, Chris Columbus, Taika Waititi, Todd Phillips, Guillermo del Toro, Christopher Nolan e Denis Villeneuve. Innamorata dei Musical quali "The Greatest Showman" e del tanto acclamato "A Star is Born". Aspirando alla carriera da regista/giornalista continuerò ad emozionarmi non smettendo mai di sognare attraverso l'inspiegabile piacere che il cinema regala con la "magia" capace di rendere meravigliose le cose ordinarie e la "bellezza" di spingerci dove non ci sono confini e orizzonti.
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