Ieri, la Corte Suprema ha dato il via libera all’amministrazione Trump per revocare le tutele legali a migliaia di immigrati haitiani e siriani negli Stati Uniti, il che significa che potrebbero essere soggetti a deportazione. “Questa è una vittoria straordinaria per l’amministrazione Trump. La Corte Suprema ha confermato ciò che il presidente Trump ha sempre sostenuto: lo status di protezione temporanea è, per definizione, temporaneo”, ha dichiarato in un comunicato la portavoce della Casa Bianca Abigail Jackson.

Il Congresso nel 1990 ha creato lo status di protezione temporanea per proteggere immigrati irregolari dalla deportazione in Paesi sconvolti da guerre, disastri naturali e altre crisi straordinarie, permettendo di rimanere negli Usa e lavorare legalmente fino a 18 mesi. Il governo può rinnovare queste protezioni, e lo ha fatto diverse volte per diversi Paesi. È su questo punto che si concentrano le critiche di Trump e della sua base: “Ricordatevi questo è uno status temporaneo”, ha detto John Sauer, il solicitor general della Casa Bianca, presentando gli argomenti dell’amministrazione Trump di fronte alla Corte lo scorso aprile.

L’anno scorso, la Corte Suprema, con due sentenze separate, ha autorizzato l’amministrazione Trump a revocare lo stesso tipo di status giuridico a 600.000 venezuelani residenti negli Stati Uniti. L’amministrazione Trump ha sostenuto in tribunale che tali azioni creavano un precedente che i tribunali di grado inferiore avrebbero dovuto applicare anche agli immigrati haitiani e siriani.

Krish O’Mara Vignarajah, presidente e CEO dell’organizzazione per i diritti umani Global Refuge, ha affermato che la sentenza rappresenta “un giorno profondamente doloroso per centinaia di migliaia di famiglie che hanno costruito la propria vita qui negli USA legalmente, hanno pagato le tasse, si sono prese cura delle nostre comunità e che ora si trovano ad affrontare la prospettiva di perdere tutto”. “La nostra preoccupazione immediata è cosa accadrà a queste famiglie e a questi bambini se saranno costretti a tornare nelle terribili circostanze che per lungo tempo hanno impedito il loro ritorno in sicurezza”, ha aggiunto.