La mossa del Re

LeBron James ai Lakers con un contratto da 154 milioni di dollari in 4 anni (Con opzione a favore del giocatore per l’ultimo anno). Ma i gialloviola non si fermano qui…

LeBron James a colloquio con Lonzo Ball dopo il loro primo scontro nella scorsa stagione

Due Luglio, poco prima delle 3 di notte arriva la notizia: LeBron James è un nuovo giocatore dei Los Angeles Lakers (Per vedere le altre possibili mosse che avrebbe potuto fare “The Chosen One”, clicca qui). Il Re ha scelto di essere la prima tessera del domino nella speranza che Magic Johnson e Rob Pelinka, rispettivamente President of Basketball Operations e General Manager dei Lakers, costruissero subito intorno a lui una squadra competitiva. I due hanno colto la palla al balzo e nell’ora successiva hanno raggiunto l’accordo con Kentavious Caldwell-Pope, ottimo 3&D già l’anno scorso in forza ai losangelini, Lance Stephenson, che nonostante i trascorsi avuti con James, è un buon veterano in uscita dalla panchina, e JaVale McGee, fresco vincitore del secondo titolo in due anni con i Warriors. Nella notte successiva i dirigenti gialloviola hanno rinunciato ai diritti su Randle (Finito ai Pelicans con un biennale da 18 milioni di dollari, ndr) e hanno firmato Rajon Rondo, reduce da due ottime serie di Playoff alla fine della passata stagione con la maglia di New Orleans. Certo, questi sono soltanto giocatori “di contorno” e i due dirigenti a capo delle operazioni nella franchigia della famiglia Buss vogliono dare ben altro a LeBron: l’obiettivo primario è senza dubbio l’aggiudicarsi Leonard con uno scambio (Per i possibili pacchetti offribili a San Antonio dalle squadre NBA, clicca qui), altrimenti sarà puntare su un free-agent di livello, anche se non ne sono rimasti molti vista la conferma inaspettata di Paul George (Primo obiettivo per far coppia con James per i Lakers) a Oklahoma City, quelle invece attese di Durant a Golden State e Paul a Houston e l’arrivo per la ridicola cifra di 5.3 milioni per un anno di DeMarcus Cousins ai Warriors.

La mossa, al momento, non è impopolare come quella del 2010 con cui James si trasferì a Miami, visto che a Cleveland è tornato ed ha regalato il titolo che aveva promesso e che mancava da 52 anni, ma se più di un All-Star si aggregherà al Re ad Hollywood, in molti grideranno al fatto che non sa vincere da solo, come se qualcuno sapesse o abbia mai saputo farlo (Basta guardare ai 4, ora 5, All-Star che ha Golden State in quintetto). 

La stretta di mano tra Johnson e Pelinka alla prima conferenza stampa da “guide” dei Lakers

Il roster attuale a disposizione del Re, senza ulteriori cambiamenti, vede tanto talento, ma poca esperienza a parte lo stesso James e i due nuovi arrivi, per cui starà a Walton lavorarci su e continuare sulla linea che ha visto i Lakers migliorarsi nella scorsa stagione, nonostante i vari infortuni, soprattutto di Ball (Seconda scelta assoluta al Draft 2017, ndr). Per competere ad alti livelli serve altro, data l’enorme quantità di talento sparsa nella Western Conference, e il duo Johnson-Pelinka lo sa bene e sta facendo il massimo sforzo per arrivare a Leonard, natio di Los Angeles che ha espresso il desiderio di giocare per la sua squadra di casa, arrivando ad offrire, secondo alcune voci, sia Ingram che Kuzma, due dei migliori talenti nel roster della franchigia californiana, ma senza successo, visto che, stando a quanto è stato riportato dai media statunitensi, la dirigenza degli Spurs ha chiesto anche Hart, due prime scelte e il diritto di scambiarne altre due, oltre ai due talenti del quintetto gialloviola. Nonostante ciò, Los Angeles, potrebbe scegliere di aspettare e di far crescere i giovani sotto la guida di LeBron per poi assicurarsi in free-agency nel 2019 sia Leonard che un altro All-Star, grazie al molto spazio salariale che rimarrà anche l’anno prossimo visti i contratti annuali firmati dai nuovi arrivi.

James potrebbe voler accelerare la situazione e sicuramente, nel meeting tenutosi nella casa losangelina del Re la notte dell’inizio della free-agency, ne avrà parlato con Magic Johnson, ma al momento la certezza è una: Los Angeles, sotto la guida del suo nuovo Re, vuole tornare grande dopo anni di ricostruzione.

 

Marco Azolini

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