Esteri

La propaganda russa: come i media in Russia stanno gestendo le news sulla guerra

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Putin sta cercando di spegnere le voci dell’Occidente bloccando le piattaforme social come Facebook e Twitter.

Tutti contro Putin, Putin contro tutti

“Tutti contro Putin, Putin contro tutti”. Questo è ciò che traspare dal 24 Febbraio sui social.

Non è una novità che la libertà dei media in Russia sia limitata. Una dura legge approvata nel 2019 punisce quasi ogni forma di dissenso contro il governo. In questi giorni però la libertà di informare è ancora più ristretta. L’agenzia regolamentatrice delle comunicazioni in Russia, Roskomnadzor, ha pubblicato un avvertimento rivolto a tutti i media che si stanno occupando dell’invasione in Ucraina: si dovrebbero usare solo “le fonti di informazioni ufficiali russe”.

I media di tutto il mondo raccontano giorno per giorno ciò che sta accadendo con forte preoccupazione. La maggior parte scagliandosi duramente contro l’invasione di Putin. Tuttavia il racconto dei media in Russia è molto diverso.

Televisioni, giornali e siti internet russi parlano di “un’operazione speciale” per difendere gli abitanti delle repubbliche autoproclamate del Donbass, Donetsk e Luhansk. Il canale televisivo Russia 1, il principale canale della rete pubblica VGTRK, ha condiviso il messaggio di Putin: <<difendere le persone che sono state vittime degli abusi e del genocidio del regime di Kiev. E faremo in modo di demilitarizzare e de-nazificare l’Ucraina>>. Il conduttore Yevgeny Popov ha annunciato l’inizio dell’operazione militare dicendo <<L’invasione è iniziata, ma non è stato Putin a invadere l’Ucraina. È l’Ucraina che è entrata in guerra con la Russia e il Donbass>>. Solo rarissimi casi isolati hanno criticato il governo del presidente russo. Ancora, la presentatrice Olga Skabeyeva ha detto: <<dopo otto anni di attesa in cui ha pagato con il sangue>>. Nel corso della trasmissione, mentre venivano mostrati video degli attacchi russi nell’Ucraina orientale, in sovrimpressione era scritto “La Russia non sta bombardando le città ucraine: Ministero della Difesa”.

Sempre su Russia 1 Dmitry Kiselev, uno dei giornalisti più noti del canale,ha paragonato ciò che stava accadendo nel Donbass alle atrocità commesse dalla Germania nazista nella Seconda guerra mondiale.

Utilizzo dei social netwrok

Il presidente russo Vladimir Putin sta lentamente cercando di spegnere l’utilizzo dei social. Una studentessa italiana, in Russia con il progetto Ulisse, racconta che ultimamente non riusciva ad utilizzare Facebook, Instagram e Twitter. <<Le immagini apparivano nere. Potevo vedere solo il mio profilo e i miei dati. Tutti in un’università ci lamentavamo della connessione ma in realtà solo i social erano debilitati>>. Infatti, anche fuori dal “mondo virtuale” l’atteggiamento era lo stesso.<<Dentro e fuori l’università non si parlava apertamente di ciò che stava accadendo. Il nome del presidente Putin non veniva mai pronunciato>>. La studentessa italiana di mediazione linguistica frequentava un’università a San Pietroburgo.

Il primo social ad essere colpito è stato Twitter. Una piattaforma di grandissima utilità durante una guerra dati gli aggiornamenti costanti e le comunicazioni ufficiali. Infatti, il presidente ucraino Zelensky utilizza proprio Twitter per comunicare ogni aggiornamento. Chiaramente per Putin le foto e i filmati dell’attacco russo sono un problema. Una situazione insostenibile quindi per il Cremlino che ha deciso di bloccare o limitare fortemente l’accesso del popolo russo a Twitter e ad altri social.

Facebook e Twitter stanno cercando di resistere alle richieste di un governo autoritario. Tuttavia l’impressione è che se le piattaforme non si piegheranno in fretta agli ordini del Cremlino, saranno poste sotto “ban” dalla rete Internet russa.

Vladimir Putin però rimane comunque la figura dell’antagonista. Il posizionamento in rete di molte celebrità russe contro il presidente contribuiscono al dissenso interno.

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